Il gioco fisico perde quota, il digitale riscrive gli equilibri del settore

di Redazione

Tra contrazione del mercato fisico e crescita del digitale, AWP e VLT perdono terreno. Ecco come il settore sta cambiando equilibrio sotto la pressione dell’online

Il baricentro del gambling italiano si sta spostando. C’è aria di cambiamento, con un comparto, quello degli apparecchi da intrattenimento, che nel 2025 ha confermato un trend discendente che ormai dura da anni.

AWP e VLT, pur restando una componente centrale del gioco pubblico, mostrano infatti una riduzione della raccolta e un impatto diretto sulle entrate erariali, in particolare sul Prelievo erariale unico. Il quadro delineato dai dati ufficiali ADM evidenzia una flessione che non appare più congiunturale, ma strutturale, dal momento che la flessione della raccolta non è più episodica, ma riflette un cambiamento stabile nelle abitudini di gioco. Nel 2025 la raccolta complessiva degli apparecchi registra una diminuzione superiore al 6% rispetto all’anno precedente e un calo che sfiora il 35% rispetto ai livelli del 2019. Perdite importanti anche per l’Erario: 1,4 miliardi di euro rispetto al periodo pre-pandemico. Il fenomeno è più evidente nelle AWP, mentre le VLT mostrano una maggiore stabilità, pur senza segnali di crescita.

A incidere su questo andamento sono diversi fattori: la riduzione progressiva del numero di apparecchi, le restrizioni territoriali introdotte da Regioni e Comuni e una crescente concorrenza del gioco a distanza. A questo si aggiunge una minore attrattività delle AWP, penalizzate da payout meno competitivi e da un livello di innovazione inferiore rispetto ad altri segmenti del mercato. A confermare la dinamica ci sono i numeri: la raccolta AWP passa da 22,9 miliardi nel 2019 a 14,9 miliardi nel 2025, mentre le VLT restano più stabili nel tempo, oscillando attorno a valori compresi tra 16 e 24 miliardi nelle diverse fasi del periodo analizzato.

La grande causa di questo cambiamento è, ovviamente, la migrazione verso l’online. Negli ultimi anni una quota crescente di utenti ha progressivamente spostato la propria attività dalle sale fisiche alle slot da bar presenti nelle piattaforme digitali, attratta da accessibilità immediata, ampia varietà di prodotti e disponibilità continua. Un fenomeno che non sostituisce completamente il gioco fisico, ma ne riduce la centralità economica. Il digitale, infatti, intercetta nuove abitudini di consumo, soprattutto tra le fasce più giovani e digitalizzate: la possibilità di giocare da remoto, l’integrazione con dispositivi mobili e la rapidità delle sessioni hanno contribuito a ridefinire il comportamento del giocatore medio.

Un secondo elemento di cambiamento riguarda poi la struttura dell’offerta digitale, sempre più orientata all’intrattenimento continuo. Le piattaforme online non si limitano a replicare il gioco fisico, ma lo trasformano in un’esperienza più dinamica, con aggiornamenti frequenti, interfacce evolute e sistemi di engagement che favoriscono la permanenza dell’utente. Infine c’è un aspetto di natura territoriale: la diffusione del gioco online riduce la dipendenza dalla rete fisica degli esercizi, modificando la geografia stessa del settore. Le sale VLT mantengono una certa stabilità, certo, ma gli esercizi con AWP risultano più esposti alla contrazione della domanda.

Si tratta di una fase di transizione rilevante, dove la stabilità numerica della rete non è sufficiente a compensare la perdita di raccolta, mentre il gioco online continua a rafforzare la propria posizione. In assenza di innovazioni o interventi regolatori capaci di rilanciare l’attrattività degli apparecchi tradizionali, il trend appare destinato a consolidarsi nei prossimi anni, con il rischio che il segmento fisico perda ulteriore centralità in un mercato sempre più orientato al digitale.

20 Maggio 2026 | 12:15
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