Francofonte. Oltraggio oltre ogni limite, sfregiata la tomba dell’eroe morto in Afghanistan: 32enne incastrato dalle telecamere

di Redazione

Vandalizzata la cappella funeraria del Caporal Maggiore Sebastiano Damiano Ville, caduto in missione nel 2010 e insignito della Medaglia d’oro al valore civile. Decisive le immagini della sorveglianza: l’autore del vile gesto, già noto alle forze dell’ordine, era già stato denunciato per il danneggiamento della statua di Padre Pio e dei giardini pubblici

Foto repertorio

Un gesto che colpisce non soltanto il patrimonio materiale, ma anche la memoria di un militare decarato, caduto al servizio del Paese. A Francofonte, nel Siracusano, è stata imbrattata la tomba del Caporal Maggiore Scelto Sebastiano Damiano Ville, alpino del 7° Reggimento Belluno, morto in Afghanistan il 9 ottobre 2010 e insignito, alla memoria, della Croce d’onore e della Medaglia d’oro al valore civile. Per l’episodio i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali e di polizia legati a reati contro il patrimonio.

La vicenda risale alla notte del 23 ottobre, quando ignoti presero di mira la cappella privata della famiglia del militare, all’interno dell’area cimiteriale. La porta d’ingresso e i muri perimetrali esterni furono ricoperti di scritte incomprensibili, realizzate con vernice spray nera. Un atto di vandalismo che ha profanato un luogo destinato al raccoglimento e al ricordo, colpendo la sepoltura di un giovane militare la cui storia personale si è intrecciata tragicamente con quella delle missioni italiane all’estero.

Le telecamere incastrano l’autore

Le indagini sono scattate immediatamente. I Carabinieri della Stazione di Francofonte, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa, hanno avviato una serie di accertamenti per risalire ai responsabili del danneggiamento.

A fornire un contributo determinante sono stati i sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. L’analisi delle registrazioni ha consentito agli investigatori di identificare il presunto autore delle imbrattature, individuato nel 32enne successivamente deferito.

Non solo. Le bombolette di vernice spray utilizzate per compiere il danneggiamento sono state ritrovate abbandonate in un terreno adiacente al cimitero, elemento acquisito nell’ambito dell’attività investigativa.

Un precedente nel 2018: danneggiati la statua di Padre Pio e i giardini pubblici

Il nome del 32enne non sarebbe nuovo alle cronache locali. Già nel dicembre 2018, infatti, il pregiudicato era stato denunciato in stato di libertà per avere danneggiato la statua di Padre Pio e i giardini pubblici annessi, nell’area compresa tra Piazza Dante e Villa Idria, sempre a Francofonte.

Un precedente che riporta l’attenzione su un episodio analogo di danneggiamento di luoghi e beni pubblici, pur restando distinta la vicenda giudiziaria attuale. Questa volta, però, a essere colpito è stato un luogo dalla particolare rilevanza simbolica e affettiva: la cappella che custodisce la memoria di un militare morto in Afghanistan e decorato per il valore dimostrato. Un luogo che per i familiari rappresenta il punto di riferimento di un dolore mai cancellato e, per la comunità, il ricordo di un concittadino caduto durante il servizio al Paese.

La denuncia nei confronti del 32enne conclude, almeno sul piano investigativo, una prima fase degli accertamenti. Resta ora il percorso giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza e in attesa degli eventuali ulteriori sviluppi.

A Francofonte rimane, intanto, l’amarezza per un gesto che ha colpito la memoria di un uomo che non è più tornato dalla propria missione. Perché dietro quella porta imbrattata non c’è soltanto una cappella funeraria: c’è il ricordo di una vita spezzata lontano da casa e il dolore di una famiglia che, anche a distanza di anni, continua a custodirne la memoria.

02 Novembre 2026 | 12:53
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