E’ durata pochi minuti la fuga di un giovane che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, avrebbe cercato di introdursi durante la notte all’interno di un’azienda della zona industriale di Catania per impossessarsi di materiale e attrezzature. A far scattare l’intervento è stata la segnalazione tempestiva arrivata dalla vigilanza privata, che ha consentito alle pattuglie del Nucleo Radiomobile di individuare la zona e seguire gli spostamenti del presunto intruso. L’episodio si è verificato in contrada Giancata, dove ha sede una società impegnata nel settore del recupero dei rifiuti. La Centrale Operativa dei Carabinieri, ricevuta la segnalazione dell’istituto di vigilanza, ha disposto l’immediato invio di due equipaggi per verificare la presenza di una persona all’interno del vasto complesso aziendale.
I militari hanno raggiunto rapidamente la struttura e hanno avviato una serie di controlli all’interno dell’area. La ricerca, tuttavia, non si è limitata a una semplice ispezione dei locali: determinante è stato il costante collegamento con gli operatori della vigilanza, che attraverso il sistema di videosorveglianza sono riusciti a fornire indicazioni in tempo reale sulla posizione dell’intruso. Proprio mentre i Carabinieri stavano perlustrando il complesso, è arrivata una nuova segnalazione. Gli addetti alla sicurezza avevano nuovamente individuato una persona all’interno di un capannone e hanno comunicato agli equipaggi i suoi movimenti. Seguendo quelle indicazioni, i militari si sono diretti verso il settore sud-occidentale dell’azienda, dove hanno individuato anche un gruppo elettrogeno.
A quel punto il giovane avrebbe capito di essere stato scoperto e avrebbe tentato una fuga precipitosa. Nel tentativo di allontanarsi, avrebbe lasciato a terra un flex a batteria, per poi scavalcare la recinzione dell’azienda e dirigersi verso un piccolo terreno agricolo confinante con la carreggiata dell’autostrada Catania-Siracusa. La fuga è quindi proseguita in una zona particolarmente impervia. Il giovane avrebbe superato anche la recinzione dell’area autostradale, costituita da rete metallica e filo spinato, cercando successivamente rifugio tra la fitta vegetazione, un canneto e alcuni rovi.
I Carabinieri, però, non hanno perso il contatto con la zona nella quale il fuggitivo aveva cercato di nascondersi. Per evitare che potesse approfittare della vegetazione e dileguarsi, i due equipaggi hanno adottato una strategia di accerchiamento. Una pattuglia ha mantenuto sotto controllo il punto dal quale il giovane si era allontanato, mentre l’altra si è portata sul lato della carreggiata autostradale, andando così a presidiare una possibile via di fuga. La manovra ha permesso ai militari di restringere progressivamente lo spazio a disposizione del giovane. Dopo aver raggiunto il canneto, i Carabinieri hanno effettuato una nuova ispezione della vegetazione, fino a individuare il 19enne ancora nascosto tra rovi e canne.
Il giovane, residente a Catania, presentava alcune escoriazioni e una ferita al ginocchio, lesioni che, secondo una prima ricostruzione, potrebbero essere state riportate proprio durante la fuga attraverso la vegetazione e il superamento delle recinzioni. Una volta fermato, il 19enne è stato accompagnato negli uffici del Nucleo Radiomobile per le procedure di identificazione e per gli ulteriori accertamenti necessari a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Successivamente è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 per le medicazioni del caso.
Nel frattempo, il responsabile dell’azienda ha formalizzato la denuncia, consentendo agli investigatori di procedere con gli accertamenti sui materiali e sulle attrezzature presenti all’interno della struttura. L’attrezzatura che era stata recuperata è stata quindi restituita al titolare, mentre il flex a batteria rinvenuto nei pressi della recinzione è stato sequestrato dai Carabinieri. Al termine degli accertamenti, sulla base degli elementi raccolti e che dovranno essere successivamente valutati nelle competenti sedi giudiziarie, il 19enne è stato denunciato in stato di libertà con l’ipotesi di tentato furto aggravato.
La posizione del giovane resta naturalmente al vaglio dell’autorità giudiziaria e, come previsto dall’ordinamento, nei suoi confronti vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna. L’intervento conferma inoltre l’importanza del coordinamento tra sistemi di vigilanza privata e forze dell’ordine, soprattutto nelle aree industriali dove la presenza di grandi complessi aziendali e ampi spazi esterni può rendere più difficili gli interventi notturni. In questo caso, le informazioni trasmesse in diretta dagli operatori della sicurezza hanno consentito ai Carabinieri di orientare rapidamente le ricerche e di individuare il punto nel quale il giovane aveva cercato di nascondersi, concludendo l’intervento senza che potesse allontanarsi dalla zona.
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