Catania. «Insieme per la sicurezza»: la Polizia di Stato incontra la scuola delle ‘Tre Età’ di Adrano contro truffe e raggiri

di Redazione

Prevenzione e informazione al centro dell’incontro al Centro diurno ‘Nicola Calipari’: consigli pratici, esempi concreti e testimonianze per proteggere soprattutto anziani e persone più vulnerabili

Rafforzare la consapevolezza dei cittadini e fornire strumenti concreti per riconoscere e contrastare truffe e raggiri sempre più sofisticati. È questo lo spirito che ha animato l’incontro informativo promosso dalla Polizia di Stato di Catania con la Scuola delle Tre Età “Enzo La Mela” di Adrano, inserito nel più ampio programma di sensibilizzazione che la Questura sta portando avanti in tutta la provincia etnea.

L’iniziativa si è svolta nel pomeriggio di ieri nei locali del Centro diurno per anziani “Nicola Calipari”, in via Duca di Misterbianco, ad Adrano, e ha visto la partecipazione numerosa e attenta degli iscritti all’associazione, da anni punto di riferimento per la crescita sociale e culturale della comunità locale. Un pubblico partecipe, che ha seguito con interesse gli interventi degli operatori di Polizia, ponendo domande e condividendo esperienze personali.

A dialogare con i presenti è stato il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano, il vice questore dott. Vincenzo Sangiorgio, affiancato dall’ispettore Aurelio Marchese dell’Ufficio Denunce. Gli agenti hanno illustrato, con un linguaggio chiaro e diretto, le principali tecniche utilizzate dai truffatori, soffermandosi su quei meccanismi psicologici che mirano a fare leva sulle emozioni, sulla paura e sul senso di urgenza delle potenziali vittime, in particolare anziani e persone emotivamente più fragili.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati numerosi esempi di raggiri, dai contatti telefonici alle truffe online e sui social network, fino ai messaggi provenienti da numeri sconosciuti che chiedono denaro o informazioni personali. I poliziotti hanno ribadito l’importanza di non farsi cogliere impreparati: i truffatori agiscono spesso con rapidità e convinzione, simulando situazioni di emergenza o inventando presunti problemi giudiziari che coinvolgerebbero familiari e parenti.

Particolare attenzione è stata dedicata a una delle modalità più diffuse negli ultimi tempi, quella del cosiddetto “finto avvocato” o del falso appartenente alle forze dell’ordine. In questi casi, il consiglio è chiaro: interrompere immediatamente la comunicazione, non fornire alcun dato sensibile e, se necessario, contattare senza esitazioni il Numero Unico di Emergenza per chiedere aiuto e verificare la situazione.

Momento particolarmente significativo dell’incontro è stata la testimonianza di una partecipante che ha raccontato di essere stata contattata, poco prima delle festività natalizie, da un sedicente professionista che le chiedeva la consegna di denaro e preziosi per “risolvere” una presunta vicenda giudiziaria che avrebbe coinvolto un suo familiare. Forte delle informazioni apprese in un precedente incontro con la Polizia, la donna non si è lasciata ingannare: ha dichiarato al suo interlocutore l’intenzione di avvisare immediatamente le forze dell’ordine, inducendo il truffatore a interrompere la chiamata.

Questo episodio è stato indicato come esempio virtuoso di comportamento da adottare, a dimostrazione di quanto l’informazione e la prevenzione possano fare la differenza. Gli agenti hanno invitato tutti i presenti a denunciare sempre, senza timore o imbarazzo, qualsiasi tentativo di truffa, ricordando che gli uffici di Polizia sono costantemente disponibili ad accogliere segnalazioni e richieste di aiuto.

L’incontro si è concluso in un clima di partecipazione e collaborazione, con il comune obiettivo di costruire una rete di sicurezza fondata sulla conoscenza, sull’attenzione e sul dialogo costante tra cittadini e istituzioni. Un messaggio chiaro: solo restando informati e uniti è possibile difendersi efficacemente da chi tenta di approfittare della buona fede altrui.

13 Gennaio 2026 | 14:10
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