Proseguono senza sosta le attività di prevenzione e controllo del territorio da parte dei Carabinieri nel capoluogo etneo. Nel corso di uno dei servizi mirati alla sicurezza urbana, un intervento eseguito nel quartiere di San Giovanni Galermo, a Catania, ha consentito di evitare una potenziale situazione di rischio. I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania sono entrati in azione durante un pattugliamento notturno nell’area del parcheggio scambiatore di via Misericordia. Proprio in quel contesto, la loro attenzione è stata attirata da un’utilitaria con a bordo un giovane, ferma in circostanze ritenute sospette anche in considerazione dell’orario.
Decisi ad approfondire la situazione, i Carabinieri hanno proceduto al controllo del veicolo e all’identificazione del conducente, un 30enne domiciliato a Catania, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. L’attività ispettiva è stata quindi estesa alla perquisizione personale e dell’autovettura. All’interno del bagagliaio, i militari hanno rinvenuto una mazza da baseball in metallo, lunga circa 62 centimetri, detenuta senza che fosse fornita alcuna valida giustificazione. Secondo quanto emerso, infatti, il giovane non risulterebbe praticare tale disciplina sportiva, elemento che ha contribuito a rafforzare i sospetti degli operanti.
Alla luce degli elementi raccolti – che restano comunque da verificare nelle sedi competenti – l’uomo è stato denunciato in stato di libertà. Nei suoi confronti è stata contestata la detenzione di arma impropria, in base a quanto previsto dall’articolo 4 della legge 110 del 1975, che vieta il possesso ingiustificato di strumenti potenzialmente offensivi. Non solo. Al 30enne è stata anche contestata la violazione delle prescrizioni legate alla misura di prevenzione cui era sottoposto, come stabilito dall’articolo 75 del decreto legislativo 159 del 2011, che disciplina le sanzioni per chi non rispetta gli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale.
Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dall’Arma per garantire maggiore sicurezza nei quartieri cittadini e prevenire episodi di illegalità diffusa.