Catania. Aeroporto Fontanarossa una vendita o una svendita?

di Titta Rizza

L’attuale presidente Musumeci avrebbe dato il suo assenso alla vendita a privati

Regnante  la buonanima, politicamente parlando, di Crocetta, quelli della Camera di Commercio del sud della Sicilia proposero la vendita a privati dell’ aeroporto  di Catania  che è di proprietà pubblica.

Ne sono anche proprietari la Camera di Commercio di Siracusa, almeno quello che ne resta, e la Provincia di Siracusa, almeno per quello che ne resta. L’oggi tunisino presidente Crocetta sventò la svendita facendo nomi e cognomi, luoghi di residenza inclusi, dei personaggi siciliani che con una spesa di  meno di cinquanta milioni  volevano diventare padroni del terzo aeroporto d’Italia.

Le persone sbugiardate da Crocetta tuonarono fulmini e saette con  la minaccia di una montagna di querele che avrebbero presentato.

I giornali riportarono la  indignazione di queste distintissime persone, ma nonostante i fulmini e le saette non ci fu nemmeno una querela contro Crocetta.

Oggi gli stessi personaggi hanno riproposto la vendita a privati del terzo aeroporto italiano fra l’altro con una modalità ,che abbiamo appreso dai giornali, praticamente è a trattativa privata.

Riflessione: siamo testimoni di una eccezione, e cioè una impresa siciliana  a capitale pubblico  che produce profitti e guarda caso  quelli di una Camera di Commercio che dovrebbe tutelare gli interessi di questa parte della Sicilia   se ne vogliono disfare.

Secondo questi amministratori esiste un problema di capitali per l’ampliamento dello scalo; c’è infatti il progetto dell’ampliamento della pista che comporta la creazione di una galleria per fare passare l’attuale linea ferroviaria: un investimento di quasi un  miliardo di euro.

Ragioniamoci sopra: c’è una impresa italiana che ha in cassa in pronti contanti  un miliardo da investire nello scalo di Catania?

Sono certo che nessuna impresa privata che gestisce aeroporti abbia una tale disponibilità di pronta cassa.

Allora per l’investimento di ampliamento della pista l’imprenditore privato  ha due scelte: o quella di rivolgersi alla Regione Siciliana o allo Stato per chiedere un contributo a fondo perduto  oppure di  rivolgersi al mondo della finanza per richiedere  di finanziare una iniziativa imprenditoriale che fa utili.

Gli amministratori della Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa non ci hanno spiegato i motivi per i quali non possono rivolgersi né allo Regione né allo Stato, né infine al mondo della finanza.

E questione di coraggio o è miopia o altro tipo di inconfessabile  questione?

L’attuale presidente Musumeci avrebbe dato il suo assenso alla vendita a privati; fino a prova contraria Musumeci è persona per bene, ma non è un Solone  né un Salamone.

Una sfida: che vengano i rappresentanti di Siracusa nella Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa a svelarci i misteri della vendita.

Li attendiamo.

di Titta Rizza 14 Aprile 2019 | 10:24
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