Avola. Alla riscoperta delle radici: al via il rilancio dell’Archivio storico comunale

di Redazione

Un progetto di tutela e valorizzazione restituisce alla città un patrimonio di documenti unico, rendendolo accessibile a studiosi, studenti e cittadini

Avola sceglie di guardare avanti partendo dalla propria storia. Con l’avvio di un articolato programma di tutela, riordino e valorizzazione dell’Archivio Storico Comunale, l’amministrazione compie un passo decisivo nella difesa della memoria collettiva, restituendo centralità a un patrimonio documentale che racconta secoli di vita amministrativa, sociale e culturale della città.

Non si tratta soltanto di un intervento tecnico, ma di una vera e propria operazione culturale, pensata per dare nuova vita a carte, atti e registri che costituiscono l’ossatura storica della comunità avolese. L’obiettivo è duplice: garantire una corretta conservazione dei documenti e, allo stesso tempo, renderli nuovamente fruibili e consultabili in modo ordinato e moderno.

«Custodire la storia significa custodire l’identità di una comunità, sottolinea il sindaco di Avola, Rossana Cannata. Questo progetto rappresenta un atto di responsabilità civile oltre che culturale: preserviamo le fonti del nostro passato e le rendiamo accessibili, perché la conoscenza del territorio passa anche dalla possibilità di studiarne i documenti».

Nei giorni scorsi un sopralluogo congiunto presso la Biblioteca ‘Giuseppe Bianca’ e l’Archivio Storico Comunale ha segnato l’avvio operativo delle nuove attività. Alla presenza dell’archivista Vanessa Leonardi, sono state definite le linee di intervento che consentiranno una migliore conservazione dei materiali e una consultazione più agevole per chi vorrà avvicinarsi alla storia amministrativa della città.

Il progetto si inserisce in un percorso già avviato grazie al contributo del Ministero della Cultura, che ha finanziato una prima fase di riordino e descrizione dell’Archivio Storico. Un passaggio fondamentale che ha permesso di riportare alla piena consultabilità il Fondo Preunitario, un complesso documentale di grande rilevanza, composto da circa 28 metri lineari di atti risalenti a periodi precedenti all’Unità d’Italia.

Tra i risultati più rilevanti emersi durante questo lavoro preliminare spiccano alcune scoperte di notevole interesse storico. È stata possibile, ad esempio, la ricostruzione grafica dell’assetto dell’Archivio comunale nel 1865, grazie al rinvenimento di un inventario ottocentesco. Inoltre, è stata chiarita e correttamente collocata dal punto di vista archivistico l’identificazione storica della “casetta del telegrafo di Scala Disa”, situata sulle colline di Avola, il cui progetto è stato ricondotto alle serie documentarie di riferimento.

L’attività svolta dall’archivista Vanessa Leonardi ha ricevuto il riscontro positivo delle funzionarie della Soprintendenza archivistica della Sicilia, Elena Montagno ed Elena Sapienza, che hanno verificato il lavoro e ne hanno apprezzato non solo la correttezza tecnica, ma anche il valore della ricerca storica condotta parallelamente alle operazioni di riordino.

«Promuovere la ricerca storica e valorizzare il nostro patrimonio documentale, conclude il sindaco Cannata, significa investire nella cultura, nell’educazione e nella consapevolezza collettiva. Avola dimostra di voler costruire il futuro senza perdere il legame con le proprie radici».

Il percorso di rilancio dell’Archivio Storico Comunale proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori interventi mirati, con l’obiettivo di rendere questo prezioso contenitore di memoria sempre più accessibile e pienamente integrato nella vita culturale e formativa della città.

12 Gennaio 2026 | 19:16
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