Augusta. Blitz in mare contro la nave delle armi per Sigonella: dieci denunciati

di Redazione

Due barche della Global Sumud Flotilla tentano di bloccare l’ingresso del cargo Sunaid X in porto. La Guardia di finanza interviene con tre unità navali e libera il passaggio

Flottiglia al tramonto davanti alla nave cargo, è un’immagine illustrativa generata artificialmente

Tensione nelle acque del porto di Augusta, dove una protesta in mare ha ostacolato l’ingresso di una nave mercantile che trasportava armamenti destinati alla base militare di Sigonella. Protagonista della vicenda è la motonave Sunaid X, proveniente da Livorno, il cui accesso allo scalo megarese è stato intralciato dalla presenza di due imbarcazioni a vela riconducibili alla Global Sumud Flotilla.

La situazione ha richiesto l’intervento della Guardia di finanza, attivata dopo la segnalazione della Capitaneria di porto. L’episodio ha reso necessario un dispositivo operativo in mare per consentire alla nave mercantile di raggiungere il porto e ripristinare le condizioni di navigazione.

La presenza delle due barche a vela, posizionate in modo da ostacolare l’ingresso della Sunaid X, ha fatto scattare l’allarme operativo. Dalla sala operativa è stata quindi disposta l’immediata uscita di due pattugliatori della Guardia di finanza, provenienti rispettivamente da Siracusa e Catania. Nel corso delle operazioni, considerata la necessità di gestire la situazione e garantire il passaggio del cargo, è intervenuta anche una terza unità navale.

L’azione delle Fiamme gialle si è sviluppata attraverso un coordinamento costante tra la sala operativa e il Comando provinciale di Siracusa, in raccordo con la Prefettura e la Questura. Un lavoro congiunto finalizzato a riportare la situazione sotto controllo e a consentire alla nave di proseguire la propria navigazione senza ulteriori impedimenti.

Il cargo riesce a entrare in porto

L’intervento delle unità navali ha permesso di superare l’ostacolo rappresentato dalle due imbarcazioni e di accompagnare la motonave fino all’ingresso del porto di Augusta. Il mercantile, che trasportava materiale bellico destinato alla base di Sigonella, ha così potuto raggiungere lo scalo, mentre i militari procedevano con gli accertamenti sulle persone presenti a bordo delle barche coinvolte nella protesta.

La vicenda assume particolare rilievo per il ruolo strategico dello scalo megarese, inserito in un sistema portuale che riveste un’importanza significativa per i traffici commerciali e per i collegamenti con le infrastrutture militari presenti nel territorio siciliano.

Dieci persone denunciate

Al termine dell’intervento, dieci persone che si trovavano a bordo delle due imbarcazioni a vela sono state denunciate. Si tratta di cinque cittadini italiani e di cinque stranieri, provenienti da Irlanda, Grecia, Svizzera, Francia e Stati Uniti.

Nei loro confronti è stata contestata l’ipotesi di reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico, oppure di un servizio di pubblica necessità. Saranno gli sviluppi dell’eventuale procedimento giudiziario a chiarire le responsabilità individuali e la rilevanza penale delle condotte contestate.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema delle proteste in mare e dei limiti entro cui le manifestazioni possono svolgersi senza interferire con la navigazione e con le attività portuali. Da una parte, la possibilità di esprimere il dissenso attraverso iniziative pubbliche; dall’altra, la necessità di garantire la sicurezza della navigazione e il regolare funzionamento delle infrastrutture strategiche.

Ad Augusta, l’intervento delle Fiamme gialle ha consentito di superare il blocco e di far entrare il cargo in porto. Resta ora la posizione delle dieci persone denunciate, per le quali la contestazione dovrà essere valutata nelle sedi competenti, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge e della presunzione di innocenza.

27 Ottobre 2026 | 10:09
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