La corsa verso le prossime elezioni amministrative di Siracusa comincia a delineare i primi nuovi assetti politici. Noi Moderati e Libertà è Democrazia annunciano di aver raggiunto un accordo politico, dando vita a un’intesa che punta a costruire un progetto amministrativo condiviso, fondato su una visione di lungo periodo e sulla volontà di rilanciare le potenzialità della città.
Un accordo che, nelle intenzioni dei promotori, non vuole esaurirsi in una semplice alleanza elettorale, ma ambisce a diventare il punto di partenza di un percorso politico più ampio, capace di coinvolgere energie, competenze e sensibilità diverse.
Il messaggio è chiaro: Siracusa deve tornare a credere nelle proprie possibilità e superare una gestione limitata all’ordinaria amministrazione. Una città ricca di storia, cultura, bellezze naturali e opportunità economiche non può continuare a esprimere soltanto una parte del proprio potenziale. Servono programmazione, investimenti, nuove opportunità occupazionali e servizi adeguati alle aspettative dei cittadini.
L’intesa, ufficializzata da Peppe Germano, vice coordinatore regionale di Noi Moderati, insieme a Marino Caldarella, esponente di Libertà è Democrazia, si richiama anche a una precisa identità culturale e politica, ispirata ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa e al dialogo tra fede e politica: «Il nostro impegno si concentra sulla promozione dei valori della Dottrina Sociale della Chiesa e sul dialogo tra fede e politica, nella convinzione che la centralità della persona, la solidarietà e il bene comune debbano rappresentare i principi guida di ogni azione amministrativa», dichiarano i promotori.
Sul piano programmatico, i principali obiettivi riguardano lo sviluppo economico, il turismo, la riqualificazione urbana, le infrastrutture, la qualità dei servizi pubblici, le politiche giovanili e il rilancio delle attività produttive e commerciali. Una piattaforma che punta a restituire centralità alle esigenze del territorio e a creare le condizioni per una crescita concreta e duratura.
Particolarmente significativo è l’orizzonte temporale indicato dalle due forze politiche: «Non ci interessa costruire un’alleanza che si esaurisca il giorno delle elezioni. Vogliamo costruire un progetto che abbia una visione della Siracusa dei prossimi dieci anni. Una città che non debba più inseguire le occasioni, ma che sia finalmente capace di crearle e coglierle», affermano Germano e Caldarella.
Una dichiarazione che segna la volontà di distinguersi dalle tradizionali intese elettorali costruite attorno a candidature e accordi di circostanza. «La sinergia non nasce contro qualcuno, ma a favore di Siracusa. Non è un accordo costruito attorno ai nomi o alle poltrone, ma attorno a un’idea di città e alla volontà di restituire centralità alla buona politica, alla competenza e alla capacità amministrativa», continuano.
Il percorso rimane aperto. Noi Moderati e Libertà è Democrazia avvieranno infatti un confronto con il mondo delle professioni, delle imprese, dell’associazionismo e con tutte le realtà civiche e politiche disponibili a contribuire alla costruzione di una proposta di governo autorevole e ambiziosa.
L’obiettivo dichiarato è quello di allargare il perimetro dell’intesa, senza pregiudiziali, mettendo al centro un programma condiviso e una nuova idea di sviluppo per il capoluogo aretuseo. A chiudere il messaggio politico è una dichiarazione che sintetizza l’ambizione del progetto: «Siracusa ha tutte le carte in regola per essere una delle città più dinamiche e attrattive del Mediterraneo. Quello che serve è il coraggio di alzare l’asticella, superare le logiche del piccolo cabotaggio e tornare a pensare in grande».
È questa la sfida lanciata dalle due forze politiche: trasformare le straordinarie risorse della città in opportunità concrete, restituendo ai cittadini fiducia, prospettive e una visione credibile del futuro. «Perché Siracusa non ha bisogno soltanto di essere amministrata. Ha bisogno di una politica capace di guardare lontano, assumersi responsabilità e tornare a credere nelle possibilità della propria città», concludono i due esponenti.
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