Siracusa. «Il futuro energetico dell’Italia passa da qui», Urso al centenario di Confindustria: «Questo territorio ha saputo fare impresa»

di Redazione

“Da Siracusa passa la sicurezza energetica del Paese”: al Teatro Massimo di Ortigia il ministro delle Imprese e del Made in Italy rilancia la centralità strategica del polo petrolchimico aretuseo, dove si raffina il 30% del fabbisogno nazionale di carburanti, e rivendica l'intervento del Governo per salvaguardare Isab, tornata in mani italiane. Dalla tutela delle infrastrutture energetiche ai nuovi investimenti, fino agli ulteriori 1,4 miliardi di euro destinati alla ZES unica del Mezzogiorno, Urso delinea la strategia industriale per il futuro della Sicilia e ribadisce: “Questo non è un territorio da assistere, ma da sostenere”

Il polo industriale siracusano non è soltanto una risorsa economica per la Sicilia, ma un’infrastruttura strategica per l’intero Paese e per la sicurezza energetica europea. È questo il messaggio lanciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto al Teatro Massimo di Ortigia in occasione del centenario di Confindustria Siracusa, intitolato «100 anni di futuro».

Una celebrazione che si è trasformata anche in un’occasione per ribadire la centralità industriale del territorio e rivendicare le scelte compiute dal Governo a tutela di uno dei principali poli produttivi italiani.

«Cento anni sono un traguardo che dice una cosa semplice, che questo territorio ha saputo fare impresa attraverso ogni stagione», ha dichiarato Urso, sottolineando come Siracusa rappresenti oggi un punto di riferimento imprescindibile per l’economia nazionale.

Tra i passaggi più significativi dell’intervento, il riferimento alla vicenda Isab di Priolo. Il ministro ha ricordato che il primo provvedimento adottato dal Governo nel dicembre 2022 fu proprio il decreto legge per mettere in sicurezza lo stabilimento, accompagnandone il passaggio da una proprietà sottoposta a sanzioni a una nuova proprietà estera. Un percorso che, secondo quanto annunciato da Urso, si è concluso in questi giorni con il ritorno dell’impianto in mani italiane.

Un risultato che assume un significato rilevante per la tenuta industriale del territorio, considerando il peso strategico dello stabilimento e le ricadute sull’occupazione e sull’indotto. I numeri, del resto, parlano chiaro. «Siracusa è uno dei più grandi poli petrolchimici d’Europa e vi si raffina il 30 per cento del fabbisogno nazionale di carburanti», ha ricordato il ministro, evidenziando una dimensione produttiva che supera ampiamente i confini regionali.

Da qui una dichiarazione politica particolarmente significativa: «Questo non è un territorio da assistere, è un territorio da sostenere perché è strategico». Urso ha inoltre ribadito che il Governo ha riconosciuto come asset strategici nazionali gli impianti della zona industriale siracusana.

Dalla raffineria di Priolo alla Zes Unica

La strategia industriale del Governo guarda però all’intera Sicilia. Urso ha citato, in particolare, l’investimento da 5,3 miliardi di euro di STMicroelectronics nel polo catanese, definendolo il più grande investimento nel settore della microelettronica autorizzato dalla Commissione europea e annunciando che sarà finalizzato nelle prossime settimane. Un progetto che, insieme alla centralità energetica di Siracusa, rafforza il ruolo dell’isola nelle filiere industriali strategiche europee.

Altro capitolo centrale è quello della ZES unica del Mezzogiorno. Il ministro ha evidenziato la capacità della Sicilia di utilizzare le opportunità offerte dallo strumento e ha annunciato un incremento di 1,4 miliardi di euro delle risorse destinate alla Zona economica speciale attraverso la legge di bilancio.

L’obiettivo è sostenere le imprese che intendono investire nel Mezzogiorno, garantendo autorizzazioni più rapide, procedure semplificate e incentivi adeguati allo sviluppo produttivo e industriale.

Il Mezzogiorno protagonista, non spettatore

Il messaggio politico emerso dal centenario di Confindustria Siracusa è chiaro: il Mezzogiorno deve essere considerato una componente fondamentale della politica industriale italiana, non un territorio da sostenere esclusivamente attraverso misure assistenziali.

Energia, petrolchimica, microelettronica e nuovi investimenti rappresentano le direttrici sulle quali costruire una nuova stagione di sviluppo. La sfida, naturalmente, sarà trasformare gli annunci e le risorse disponibili in risultati concreti, garantendo continuità produttiva, occupazione e competitività internazionale.

A cento anni dalla nascita di Confindustria Siracusa, Urso ha voluto ribadire una convinzione: il futuro industriale dell’Italia passa anche dal territorio aretuseo. E la sua salvaguardia non è una questione soltanto siciliana, ma un interesse strategico nazionale ed europeo.

06 Novembre 2026 | 17:27
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