Siracusa. Poltrone d’oro e zero deleghe, assessori ‘fantasma’ a 7mila euro al mese: «Uno schiaffo ai cittadini»

di Redazione

Nominati, retribuiti e ancora senza deleghe: a Palazzo Vermexio esplode una nuova grana per Francesco Italia sul costo della giunta. Tre assessori senza un portafoglio di competenze operative definito, ma con indennità da 7.176 euro lordi al mese. La consigliera di Forza Italia Alessandra Barbone attacca l'amministrazione e denuncia l'assenza di trasparenza, sollevando una questione di responsabilità politica e rispetto per i contribuenti. Una nuova bufera investe il sindaco proprio mentre si avvicina il voto del 18 novembre sulla mozione di sfiducia

La crisi amministrativa del capoluogo aretuseo scivola nel paradosso istituzionale, scatenando polemiche roventi sui costi della politica e sull’effettiva tenuta della maggioranza.

A pochi giorni dalla prova del nove, fissata per il 18 novembre, data in cui il Consiglio comunale si esprimerà sulla mozione di sfiducia al sindaco Francesco Italia, la scacchiera della giunta comunale si presenta monca e indigesta all’opposizione.

Al centro del mirino c’è un’anomalia che fa discutere: tre assessori nominati (Aloschi, Casella e Bandiera) ma ancora privi di deleghe operative. Una situazione di limbo gestionale che ha scatenato la dura presa di posizione di Alessandra Barbone, consigliere comunale di Forza Italia, pronta a denunciare senza filtri l’opacità di una gestione amministrativa giudicata distante dai bisogni reali del territorio.

Lo stallo delle deleghe e il peso dei compensi

Il cuore della contestazione mossa da Forza Italia non riguarda soltanto il profilo politico della vicenda, ma tocca direttamente il nervo scoperto dell’etica pubblica e della spesa erariale.

Senza deleghe assessorili strutturate, il ruolo dei nuovi ingressi in giunta si riduce, nei fatti, a una funzione notarile e di ratifica: votare gli atti proposti dall’esecutivo, svuotati però di un portafoglio di competenze e di una responsabilità gestionale diretta. Un dettaglio non da poco, che per l’opposizione si scontra frontalmente con il principio di trasparenza e con il rispetto dovuto ai contribuenti.

Nel mirino finiscono i compensi percepiti dagli assessori comunali: 7.176 euro lordi al mese per figure che, denota la nota del consigliere, operano in assenza di un perimetro definito.

“Non riesco a comprendere per quale motivo, ancora oggi, l’amministrazione comunale continui a peccare in termini di trasparenza – attacca frontalmente Alessandra Barbone – A tutt’oggi assistiamo alla nomina di assessori privi di delega che, pur percependo regolarmente lauti compensi pubblici, si limitano esclusivamente a votare gli atti in giunta, di fatto senza un portafoglio di competenze operative”.

La questione morale e il conto alla rovescia

L’affondo del centrodestra si sposta rapidamente sul piano etico, contrapponendo la condizione dei rappresentanti istituzionali a quella della cittadinanza comune, stretta tra le difficoltà economiche quotidiane e la richiesta di rigore nella gestione delle risorse pubbliche.

“Mi chiedo se tutto ciò sia eticamente corretto nei confronti dei cittadini che ogni mattina si alzano presto per andare a lavorare in cambio di uno stipendio – incalza la consigliera azzurra – mentre assistiamo a figure politiche che percepiscono compensi pubblici pur non avendo compiti gestionali strutturati. L’amministrazione dovrebbe dare il buon esempio, soprattutto in un momento in cui si invoca costantemente la trasparenza e il rispetto delle risorse pubbliche. La cittadinanza merita risposte chiare e un governo locale che giustifichi ogni singolo euro speso per i costi della politica”.

La stoccata arriva nel momento politicamente più delicato per il primo cittadino Francesco Italia. La mancata assegnazione delle deleghe ai tre assessori non fa che alimentare i dubbi sulla solidità numerica e programmatica di una giunta che naviga a vista.

Con la scadenza del 18 novembre ormai alle porte, il clima a Palazzo Vermexio si fa rovente: la tenuta della consiliatura è appesa a un filo, e l’esecutivo cittadino è chiamato a fornire risposte immediate, non solo per blindare i numeri in aula, ma per legittimare politicamente un’azione amministrativa finita sotto accusa.

05 Novembre 2026 | 15:44
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