Venerdì 6 novembre

Siracusa. Confindustria, cento anni di storia e una sfida per il futuro

di Redazione

Al Teatro Massimo di Ortigia l’assemblea pubblica “100 anni di futuro”, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e accademico. Al centro industria, energia, innovazione e occupazione

Un secolo di storia imprenditoriale, di trasformazioni economiche e di contributi allo sviluppo del territorio. Confindustria Siracusa celebra il proprio Centenario guardando alle nuove sfide che attendono il sistema produttivo locale e regionale. L’appuntamento centrale sarà venerdì 6 novembre, alle ore 10, al Teatro Massimo di Ortigia, con l’assemblea pubblica dal titolo «100 anni di futuro», organizzata sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo.

L’iniziativa, presentata alla stampa nella sede di Confindustria Siracusa, non vuole essere soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione di confronto sulle prospettive economiche e sociali della provincia. Istituzioni, imprese, università e mondo della formazione saranno chiamati a discutere di competitività, transizione energetica, innovazione e crescita, in una fase particolarmente delicata per il futuro industriale e occupazionale.

Il Centenario rappresenta anche l’opportunità per rileggere il ruolo dell’industria all’interno di un sistema economico più ampio, nel quale agroalimentare, turismo, cultura, sanità, logistica e servizi possono contribuire, insieme al comparto produttivo, alla creazione di nuove opportunità di sviluppo e lavoro.

Gian Piero Reale

Reale: “Il centenario è un trampolino verso il futuro”

A sottolineare il significato dell’anniversario è il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, che guarda ai cento anni dell’associazione come a un patrimonio di esperienze da utilizzare per affrontare le trasformazioni in corso.

«L’assemblea pubblica di venerdì celebrerà cento anni di storia di Confindustria Siracusa, ma questo anniversario rappresenta soprattutto un trampolino per il futuro. Non possiamo non studiare e leggere ciò che è avvenuto in questi cento anni, ma tutto questo deve servirci per proiettarci in avanti, in un momento di enorme trasformazione e caratterizzato da eventi geopolitici incredibili».

Il presidente evidenzia come alle sfide già conosciute se ne siano aggiunte altre, con una velocità che impone alle imprese di rivedere continuamente strategie e modelli produttivi. «Eravamo già fortemente impegnati nella trasformazione energetica e ambientale, un processo che deve essere perseguito nel più breve tempo possibile. Poi è arrivata l’intelligenza artificiale, insieme alla trasformazione digitale, un’altra sfida epocale. Nel frattempo, ogni sei mesi il mondo cambia. Per questo c’è davvero bisogno di fare squadra».

Un ruolo che, secondo Reale, appartiene alla stessa missione di Confindustria: mettere in rete le imprese associate e favorire il dialogo con le istituzioni territoriali, politiche, sociali ed economiche, non soltanto a livello provinciale, ma anche regionale e nazionale.

Investimenti miliardari, ma servono nuove opportunità occupazionali

Uno dei temi centrali riguarda il futuro economico della provincia e, soprattutto, la necessità di trasformare i grandi investimenti annunciati nell’industria in occasioni concrete di lavoro per le nuove generazioni.

«Certamente Siracusa e la sua provincia hanno bisogno di nuovi investimenti e soprattutto di occupazione per i giovani. L’ENI ha aperto il cantiere per una bioraffineria e un impianto di riciclo chimico, con 900 milioni di euro di investimenti nei prossimi due anni. ISAB ha cambiato proprietà e ha annunciato 1 miliardo e 300 milioni di investimenti. Anche altre grandi aziende stanno realizzando interventi per centinaia di milioni di euro», afferma Reale.

Numeri importanti che testimoniano la capacità attrattiva del polo industriale siracusano e le prospettive di una trasformazione produttiva che guarda alla sostenibilità, alla diversificazione e alle nuove tecnologie.

Ma per il presidente di Confindustria non è sufficiente affidarsi esclusivamente ai grandi gruppi industriali: «È chiaro che tutto questo è già straordinario, ma non basta. Bisogna che il nostro tessuto imprenditoriale cresca ancora di più, in maniera più diffusa, e dia quelle risposte che i nostri giovani aspettano».

Il territorio continuna ad essere attrattativo

Nel bilancio dell’attività svolta alla guida dell’associazione, Reale preferisce attribuire i risultati raggiunti al lavoro collettivo del sistema Confindustria e alla capacità delle aziende di continuare a credere nel territorio. «Non direi con la mia presidenza, direi con Confindustria, che è sempre stata al fianco delle aziende. Devo riconoscere che le imprese hanno continuato a essere convinte e a credere nel nostro territorio, che continua a essere molto attrattivo. Anche quando ci sono cambiamenti, arrivano nuove aziende, nuovi investimenti e si garantiscono continuità e trasformazione».

Un messaggio che assume un significato particolare alla vigilia del Centenario. La zona industriale siracusana, nonostante le difficoltà e le profonde trasformazioni che interessano il settore energetico e petrolchimico, continua a rappresentare un riferimento strategico per l’economia siciliana.

I cento anni di Confindustria Siracusa diventano così l’occasione per guardare oltre la celebrazione e interrogarsi sulle prospettive del territorio. La vera sfida sarà riuscire a coniugare investimenti, innovazione e transizione energetica con la crescita delle piccole e medie imprese, la formazione professionale e, soprattutto, la creazione di occupazione stabile. Perché il futuro dell’industria siracusana non si misurerà soltanto in miliardi di euro investiti, ma nella capacità di offrire ai giovani ragioni concrete per restare e costruire qui il proprio futuro.

03 Novembre 2026 | 13:02
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