Siracusa. Cassibile senza ufficio postale, Romano sollecita Poste Italiane: «Servono risposte immediate»

di Redazione

Il consigliere comunale denuncia il silenzio dopo la nota del 13 ottobre e chiede un presidio mobile, il ripristino del Postamat e una data certa per la riapertura. Coinvolti anche il sindaco di Siracusa e la Prefettura

Un ufficio postale chiuso, un Postamat ancora indisponibile e nessuna certezza sui tempi per tornare alla normalità. È la situazione che continua a vivere la comunità di Cassibile, dove l’interruzione dei servizi postali sta alimentando disagi e malcontento tra i residenti, soprattutto tra le persone anziane e quanti hanno maggiori difficoltà negli spostamenti.

A riportare la questione all’attenzione delle istituzioni è il consigliere comunale Paolo Romano, che il 27 ottobre ha inviato un nuovo sollecito formale ai vertici provinciali di Poste Italiane, al sindaco di Siracusa e, per conoscenza, al prefetto. Al centro della comunicazione, la chiusura dell’ufficio postale avvenuta il 28 settembre e la mancata risposta alla precedente nota trasmessa il 13 ottobre.

Secondo quanto segnalato dal consigliere, a distanza di settimane non sarebbero ancora arrivate comunicazioni ufficiali in grado di chiarire le ragioni della chiusura, lo stato degli interventi necessari e, soprattutto, la data prevista per la riapertura. Una mancanza di informazioni che rende ancora più difficile per i cittadini organizzare le proprie necessità quotidiane.

Il problema non riguarda soltanto il disbrigo delle pratiche postali. La persistente indisponibilità del Postamat impedisce anche di effettuare autonomamente prelievi e altre operazioni consentite dal servizio, costringendo gli utenti a rivolgersi ad altri sportelli.

A pagare il prezzo più alto sono le fasce più fragili della popolazione: anziani, persone con disabilità e cittadini che non dispongono di un mezzo proprio per raggiungere altre sedi. Per loro, anche un’operazione ordinaria può trasformarsi in una difficoltà concreta.

Romano chiede quindi che la sospensione del servizio non si traduca in un’attesa senza scadenze e senza alternative. Pur riconoscendo la possibilità che siano necessarie attività tecniche o organizzative, il consigliere ritiene indispensabile che Poste Italiane fornisca informazioni trasparenti e assuma impegni verificabili.

Tra le richieste avanzate figura innanzitutto una comunicazione ufficiale sulle cause della chiusura e sullo stato dei lavori, accompagnata da una stima attendibile dei tempi di riapertura. Ma l’obiettivo immediato è soprattutto quello di garantire un servizio sostitutivo durante l’interruzione.

La proposta è di attivare un ufficio postale mobile o un presidio temporaneo, adeguatamente organizzato e accessibile, che consenta ai residenti di continuare a effettuare almeno le principali operazioni postali. Sul fronte del Postamat, Romano sollecita il ripristino del dispositivo, se tecnicamente possibile, oppure una soluzione alternativa tempestiva per limitare gli spostamenti degli utenti.

L’appello coinvolge direttamente anche il Comune. Al sindaco di Siracusa viene chiesto di intervenire presso i vertici di Poste Italiane, promuovendo un’iniziativa istituzionale finalizzata a ottenere risposte precise e un calendario degli interventi. Nella nota si propone inoltre la pubblicazione di un cronoprogramma, con l’indicazione delle attività previste e di una data, anche indicativa, per il ripristino dei servizi.

La richiesta è stata estesa alla Prefettura di Siracusa, invitata a valutare, nell’ambito delle proprie competenze, eventuali iniziative utili a favorire una soluzione tempestiva della vicenda.

Il consigliere comunale ha chiesto che il sollecito venga trattato con assoluta priorità e che sia trasmessa una risposta scritta entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento, indicando concretamente le misure che si intendono adottare.

In caso di ulteriore silenzio, Romano si riserva di intraprendere altre iniziative istituzionali nelle sedi competenti.

La questione, dunque, resta aperta: a Cassibile i cittadini attendono di sapere quando potranno tornare a usufruire regolarmente dei servizi postali e quali misure verranno adottate nel frattempo. La richiesta rivolta a Poste Italiane e alle istituzioni è quella di superare l’incertezza con comunicazioni ufficiali, tempi definiti e soluzioni concrete per una comunità che non può restare indefinitamente senza un presidio essenziale.

27 Ottobre 2026 | 18:20
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