Siracusa. Sfiducia a Italia, il gruppo Insieme rompe il silenzio: «Sì alla mozione, ma basta faide personali»

di Redazione

Scimonelli e Vaccaro confermano il voto contro l’amministrazione, ma contestano l’esclusione dalla stesura del documento. «La città non può essere ostaggio di rancori e regolamenti di conti: si torni ai problemi reali di Siracusa»

Scimonelli e Vaccaro Selfie nella sala consiliare di Siracusa

Il gruppo consiliare Insieme conferma il proprio orientamento favorevole alla mozione di sfiducia contro il sindaco Francesco Italia, ma prende le distanze dalle polemiche che accompagnano l’iniziativa delle opposizioni. Ivan Scimonelli e Ciccio Vaccaro intervengono per chiarire le ragioni della mancata sottoscrizione iniziale del documento e, nel farlo, lanciano un messaggio preciso: la sfiducia all’amministrazione non deve trasformarsi in una resa dei conti tra gruppi politici.

La posizione dei due consiglieri viene ribadita senza ambiguità: il voto favorevole alla mozione non è mai stato in discussione. La scelta, spiegano, rappresenta la continuità del lavoro svolto all’opposizione fin dall’inizio della consiliatura. La contestazione riguarda invece il metodo seguito nella preparazione dell’atto.

«Non siamo stati coinvolti», chiariscono Scimonelli e Vaccaro, sottolineando di non aver partecipato alla stesura del documento, né di essere stati chiamati a un confronto preventivo o alla raccolta delle firme. Una circostanza che, secondo il gruppo Insieme, avrebbe compromesso il necessario rapporto di collaborazione tra le forze di opposizione.

La mancata firma, dunque, non viene presentata come un segnale di incertezza sulla sfiducia, ma come la conseguenza di una procedura contestata. Da qui la replica a quanti avrebbero sollevato dubbi sulla reale posizione dei due consiglieri: la linea politica, sostengono, si misura soprattutto attraverso gli atti e il voto in Aula.

Il garantismo e il giudizio sull’amministrazione

Nel comunicato, Scimonelli e Vaccaro tengono a distinguere il giudizio politico sull’amministrazione dalle vicende giudiziarie che hanno alimentato il dibattito cittadino negli ultimi mesi. La loro posizione, affermano, resta garantista: eventuali responsabilità penali devono essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

La richiesta di sfiducia, precisano, non nasce dalle inchieste o dalle indagini in corso, ma da quello che definiscono il fallimento dell’esperienza amministrativa. I due consiglieri parlano di una gestione che, a loro giudizio, avrebbe contribuito a frenare lo sviluppo della città e a lasciare irrisolte questioni importanti per la comunità.

È questo il terreno sul quale il gruppo Insieme intende misurare il proprio dissenso nei confronti della giunta guidata da Francesco Italia: non le vicende giudiziarie in quanto tali, ma il bilancio politico e amministrativo del governo cittadino.

«Mandare a casa il sindaco non risolve tutto»

Il passaggio più significativo dell’intervento riguarda, però, il clima politico che si è creato intorno alla mozione. Per Scimonelli e Vaccaro, la sfiducia non può diventare il pretesto per alimentare divisioni, sospetti e contrapposizioni personali.

I due consiglieri avvertono che un eventuale cambio alla guida di Palazzo Vermexio non basterebbe, da solo, a risolvere i problemi di Siracusa. La città, sostengono, ha bisogno di proposte concrete, di una prospettiva di sviluppo e di una politica capace di affrontare le questioni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini.

Lavoro, servizi essenziali, vivibilità dei quartieri e rilancio economico, sociale e culturale vengono indicati come temi che dovrebbero tornare al centro del confronto pubblico. Questioni che, secondo il gruppo, rischiano di essere oscurate dalla polemica sulle firme e dalle tensioni tra le diverse componenti politiche.

Il messaggio è rivolto tanto alla maggioranza quanto alle opposizioni: la sfiducia può rappresentare un passaggio istituzionale importante, ma non sostituisce la necessità di costruire un progetto per il futuro della città.

Nessun accordo sottobanco, ora la parola al Consiglio

Insieme esclude di voler legare il proprio sostegno alla mozione a richieste di incarichi, ruoli o accordi politici. La richiesta è che il documento venga calendarizzato nel più breve tempo possibile e che ciascun consigliere assuma pubblicamente la propria responsabilità attraverso un voto palese.

Una presa di posizione che chiarisce il rapporto tra il gruppo e le altre forze che sostengono l’iniziativa: disponibilità a votare la sfiducia, ma autonomia rispetto alle modalità con cui è stata costruita e alle dinamiche politiche che ne accompagnano il percorso.

Adesso la questione si sposta sul terreno istituzionale. Sarà il Consiglio comunale a dover esprimere il proprio orientamento sulla mozione, mentre resta aperto il confronto politico sulle responsabilità dell’attuale amministrazione e sulle prospettive successive.

Il punto politico sollevato da Scimonelli e Vaccaro è chiaro: la sfiducia a Francesco Italia non deve essere soltanto un voto contro il sindaco, ma dovrebbe accompagnarsi a un confronto concreto su ciò che Siracusa dovrà fare dopo.

27 Ottobre 2026 | 11:41
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