Siracusa. Cambia l’appalto, 45 operai senza lavoro e istituzioni sotto accusa: esplode la protesta degli ex Cogesi

di Redazione

Dietro i numeri ci sono lavoratori, famiglie e prospettive di vita sospese. Al fianco degli ex Cogesi scendono in campo anche le altre categorie dell’indotto, in una mobilitazione che riporta al centro la crisi industriale del Siracusano. Sebastiano Zappulla, segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, denuncia il silenzio delle istituzioni locali e annuncia nuove iniziative per sostenere la vertenza: “L’auspicio è trovare una soluzione per tutti i lavoratori, nessuno escluso”

Quarantacinque lavoratori senza occupazione, un cambio di appalto che si traduce in esuberi e un’area industriale alle prese con una crisi che continua a pesare sul futuro del territorio. È il quadro denunciato da Sebastiano Zappulla, segretario provinciale di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra, intervenuto al sit-in dei lavoratori ex Cogesi davanti alla portineria dello stabilimento Isab Sud.

Una protesta che riporta al centro il destino delle maestranze dell’indotto e una domanda essenziale: come è possibile che il passaggio di un contratto da un’azienda a un’altra finisca per lasciare decine di operai senza lavoro?

Cambio di appalto, 45 operai in esubero

Secondo la ricostruzione riferita a Zappulla dai rappresentanti sindacali incontrati durante il presidio, la vicenda nasce dall’avvicendamento tra due imprese: una ha perso il contratto, un’altra lo ha acquisito e, nel passaggio, 45 lavoratori sono risultati in esubero, perdendo il posto.

Una dinamica che pone interrogativi sulla tutela occupazionale e sulla continuità lavorativa nei cambi di appalto. Perché dietro le procedure contrattuali ci sono persone e famiglie che attendono risposte concrete, non promesse.

La richiesta degli ex Cogesi, sottolinea Zappulla, è chiara: tornare a lavorare. Un obiettivo che impone alle parti coinvolte di confrontarsi sulle possibili soluzioni, affinché il cambio di gestione non si traduca in una perdita definitiva di occupazione.

“La crisi industriale che qualcuno si ostina a non vedere”

Il segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs allarga però lo sguardo oltre la singola vertenza e punta il dito contro una crisi industriale che, a suo giudizio, viene ignorata da chi dovrebbe affrontarla.

Zappulla denuncia il silenzio delle istituzioni locali e il disinteresse dei rappresentanti politici del territorio, chiamando in causa la capacità della politica di dare risposte a un comparto che continua a fare i conti con incertezze occupazionali e difficoltà strutturali.

La vertenza ex Cogesi diventa così il simbolo di una questione più ampia: il futuro del lavoro nell’area industriale e la necessità di impedire che le difficoltà delle imprese ricadano sistematicamente sulle maestranze.

Al presidio, accanto agli operai direttamente coinvolti, si sono ritrovati metalmeccanici, pontisti, coibentatori, strumentisti, elettricisti e meccanici. Una partecipazione trasversale che testimonia la solidarietà tra categorie diverse, unite dalla preoccupazione per un sistema occupazionale nel quale nessuno può considerarsi al riparo dalle conseguenze delle crisi aziendali.

SI-Avs: “Continueremo a seguire la vertenza”

Zappulla rivendica la presenza di Sinistra Italiana-Avs al fianco dei lavoratori, assicurando che il partito continuerà a sostenere la mobilitazione e a seguire gli sviluppi della vicenda.

«Continueremo a seguire la vertenza nell’auspicio che si possa trovare una soluzione per tutti i lavoratori, nessuno escluso», ha dichiarato, annunciando inoltre che, insieme al partito nazionale, saranno valutate ulteriori iniziative a sostegno della lotta degli ex Cogesi.

Resta ora da capire quali risposte arriveranno alle maestranze e quali margini esistano per garantire la continuità occupazionale. La solidarietà manifestata davanti ai cancelli rappresenta un segnale importante, ma la questione centrale rimane irrisolta: trovare una soluzione concreta per i 45 lavoratori rimasti senza impiego.

Perché dietro i numeri di una vertenza ci sono stipendi, famiglie e dignità professionali. E mentre la politica discute di strategie e prospettive industriali, per questi operai la priorità è una sola: riavere il proprio lavoro.

26 Ottobre 2026 | 11:00
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