Una richiesta di aiuto nel cuore della notte ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri a Mascalucia, dove un uomo di 51 anni è stato arrestato con l’accusa, tra gli altri reati contestati, di maltrattamenti in famiglia e detenzione abusiva di armi e munizioni.
A intervenire sono stati i militari della Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania, allertati dalla Centrale operativa dopo la telefonata di una donna che segnalava una situazione di conflittualità familiare.
Raggiunta l’abitazione, i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e verificare le condizioni della donna. La moglie avrebbe riferito di essere stata destinataria di comportamenti minacciosi da parte del marito. Il suo racconto, secondo quanto ricostruito dai militari, sarebbe stato confermato anche dai figli della coppia.
Gli accertamenti si sono quindi concentrati sull’eventuale presenza di armi nell’abitazione, un elemento che avrebbe potuto aggravare i rischi per i familiari. Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa, dotata di caricatore inserito e contenente sei colpi. Sono state inoltre trovate altre otto munizioni calibro 7,65 e un manoscritto con minacce indirizzate alla moglie.
Il materiale rinvenuto ha portato a ulteriori contestazioni a carico del cinquantunenne, indagato anche per ricettazione e porto di armi od oggetti atti a offendere. Per la presunta violazione delle disposizioni sulle armi clandestine è scattata inoltre una denuncia.
Al termine dell’intervento, l’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, che ha disposto per lui gli arresti domiciliari in un’abitazione situata in un altro Comune.
L’operazione rientra nell’attività di prevenzione e contrasto alla violenza domestica svolta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Catania, con particolare attenzione alle segnalazioni che possono evidenziare situazioni di pericolo per le persone all’interno del nucleo familiare.
Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato: le accuse dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti e la responsabilità potrà essere accertata soltanto con una condanna definitiva.
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