In foto, da sx: Gennuso e GiansiracusaC’è un momento, nel declino della comunicazione politica contemporanea, in cui il confine tra la gestione della cosa pubblica e l’arte della fuffa verbale diventa drammaticamente sottile.
A riportare il dibattito sui binari della cruda realtà è un affondo diretto sui social, di quelli che non lasciano spazio a repliche di maniera o a formalismi istituzionali: quello lanciato dal deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso.
Al centro del durissimo attacco del Forzista finiscono la guida del Libero Consorzio Comunale di Siracusa e la gestione del Presidente Michelangelo Giansiracusa. Dopo più di quindici mesi di insediamento, il giudizio del parlamentare dell’Ars è impietoso: una governance “fallimentare”, priva di azioni incisive e mascherata da un profluvio di slogan e annunci a vuoto, condita da ipotesi di smembramento della stessa istituzione provinciale.
Mettendo alla berlina il bilancio dell’ente, Gennuso lancia quindi il guanto di sfida, invitando il Presidente a un faccia a faccia pubblico e trasparente, misurato esclusivamente sulla concretezza degli atti amministrativi prodotti.
Il nodo delle risorse: 4,5 milioni e l’ombra della disparità
La querelle sollevata da Gennuso non è una semplice scaramuccia di palazzo. Sotto il fuoco di fila del deputato forzista finiscono i 4,5 milioni di euro ottenuti grazie all’impegno della deputazione per le infrastrutture del territorio. Risorse che – sottolinea Gennuso – un buon “padre di famiglia” avrebbe dovuto ripartire con equità strategica tra la Zona Nord, la Zona Centro e la Zona Sud della provincia.
La realtà dei fatti denunciata dal deputato è ben diversa: un quadro segnato da marcate disparità distributive e dall’incapacità di dare risposte concrete alle reali competenze dell’ente, a partire dall’emergenza delle discariche abusive a cielo aperto lungo le strade provinciali e dalla mancata collaborazione con i Comuni.
Asacom e servizi essenziali: “Giansiracusa si occupi dei problemi reali”
Mentre il vertice provinciale viene accusato di perdersi in video e citazioni ad personam, Gennuso rivendica l’attenzione sulle priorità non rinviabili, in primis la continuità dei fondi Asacom, ovvero i servizi di assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione degli studenti con disabilità.
«Io mi occupo delle problematiche reali dei cittadini, non della spartizione dei cantieri o di dove fare o non fare i lavori», incalza Gennuso con un messaggio diretto al Presidente. Un richiamo ad altezze istituzionali che suona come una bocciatura solenne: «Lei non è più il capo di gabinetto di Francesco Italia. Si occupi di ciò che è di sua competenza e impari ad ascoltare».
Verso le urne: “I like passano, gli atti restano”
L’affondo del deputato regionale si trasforma inevitabilmente in un guanto di sfida elettorale. L’ipotesi di future candidature di Giansiracusa a sindaco del capoluogo aretuseo e i presunti sondaggi “a domicilio” per testare il gradimento politico rivelano che la partita per la leadership del territorio è ufficialmente aperta.
Il deputato Gennuso lancia così la sfida sul terreno dei numeri e dei documenti: da una parte 15 mesi di gestione amministrativa giudicata fallimentare, dall’altra le risorse finanziarie sbloccate per la provincia. La chiusura del deputato azzurro non lascia margine a fraintendimenti: «I like passano, gli atti restano. E Giansiracusa, di atti, ne ha fatti ben pochi». La campagna elettorale è servita: la parola passa ora ai cittadini.
L’affondo di Forza Italia Giovani
Sulla vicenda interviene anche Marta Messina, segretario provinciale di Forza Italia Giovani Siracusa, che legge lo scontro con Giansiracusa anche alla luce dei possibili futuri scenari politici. «La reazione stizzita del Presidente Giansiracusa nei confronti dei dirigenti di Forza Italia lascia trasparire il progetto politico che, insieme al suo dominus, intende perseguire», afferma Messina.
La dirigente azzurra richiama quindi il precedente incarico di Giansiracusa come capo di gabinetto del sindaco del capoluogo e sostiene che, con l’avvicinarsi della scadenza del mandato, sarebbe necessario individuare un nuovo collocamento politico. Un’operazione che, secondo Messina, potrebbe essere condizionata dalle difficoltà amministrative e da quella che definisce una «progressiva perdita di consenso».
Le preoccupazioni di Forza Italia, aggiunge la segretaria provinciale di Forza Italia Giovani, riguarderebbero soprattutto la situazione finanziaria e la continuità dei servizi del Libero Consorzio.
«Forza Italia è preoccupata per gli stipendi dei dipendenti del Libero Consorzio, compresa la tredicesima, per i tanti fornitori che attendono i pagamenti e, soprattutto, per la continuità dei servizi obbligatori garantiti dall’Ente, a partire dall’istruzione secondaria di secondo grado e dai servizi rivolti al terzo settore», afferma Messina.
Il riferimento all’Istituto Rizza
Nel suo intervento, la rappresentante di Forza Italia Giovani richiama anche una delle questioni che riguardano direttamente la città di Siracusa: lo spostamento dell’Istituto Rizza dal Palazzo degli Studi.
«Sul fronte della città di Siracusa, invece, tra gli atti che il Presidente può rivendicare c’è lo spostamento, dopo un secolo, dell’Istituto Rizza dal Palazzo degli Studi», sostiene Messina.
La dirigente azzurra prende quindi atto delle rassicurazioni arrivate sul fronte delle dichiarazioni contestate e della volontà di ricondurre quelle parole a una provocazione, ma rilancia sul piano politico e amministrativo.
«La Sicilia ha bisogno di amministratori capaci di assumere posizioni ferme, chiare e non fuorvianti», afferma, concludendo: «Alle provocazioni preferiamo i fatti, alle parole le azioni e agli equivoci la chiarezza».
Il confronto, ormai, non può più essere affidato ad annunci, rassicurazioni o comunicazione politica. Per Forza Italia, dopo oltre quindici mesi, Giansiracusa deve rispondere con gli atti e con risultati concreti sulle questioni di competenza del Libero Consorzio.
Ed è proprio qui che si concentra l’affondo degli azzurri: secondo Gennuso e Messina, tra ciò che viene annunciato e ciò che viene realmente realizzato resta una distanza evidente. Una distanza che, al di là dei like e delle dichiarazioni, dovrà essere colmata con fatti, numeri e provvedimenti. Perché la politica, alla fine, si misura soprattutto su ciò che si riesce a fare.
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