Siracusa. Bufera sull’igiene urbana, FdI incalza il Comune: «Chiarire rapporti tra società, l’uso dei mezzi e garanzie»

di Redazione

Dalla procedura riguardante TEK.R.A. al subentro di RIS.AM., passando per la disponibilità dei mezzi: i consiglieri Romano e Cavallaro di FdI chiedono al Comune di ricostruire ogni passaggio e di chiarire se esistano ancora legami operativi o patrimoniali rilevanti per l’esecuzione dell’appalto sui rifiuti

La partita sull’igiene urbana torna al centro del confronto politico al Vermexio. A riaccendere i riflettori sulla gestione di uno dei servizi pubblici più delicati e onerosi per il Comune di Siracusa sono i consiglieri Paolo Romano e Paolo Cavallaro, del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che hanno presentato un’interrogazione all’Amministrazione comunale chiedendo chiarezza sui rapporti tra TEK.RA. e RIS.AM. e, soprattutto, sulle condizioni operative con cui viene oggi garantito il servizio.

All’origine dell’iniziativa, spiegano i due consiglieri, vi sono le informazioni rese pubbliche dal Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che avrebbe portato all’attenzione della cittadinanza l’esistenza di un procedimento unitario riguardante TEK.RA., società originariamente affidataria del servizio di igiene urbana del Comune di Siracusa.

Un passaggio che Romano e Cavallaro definiscono meritevole di approfondimento, riconoscendo al Comitato il ruolo di avere contribuito a informare l’opinione pubblica su una vicenda che riguarda direttamente un servizio essenziale per la città.

La cautela, almeno nelle premesse, è esplicita. Fratelli d’Italia precisa di non voler formulare conclusioni sulla procedura riguardante TEK.RA., né anticipare valutazioni che dovranno necessariamente poggiare sull’esame degli atti. Ma proprio da questa cautela nasce, secondo i consiglieri, la necessità di ottenere dal Comune una ricostruzione puntuale e documentata della situazione.

Il nodo politico e amministrativo riguarda infatti ciò che è accaduto dopo il passaggio nella gestione operativa dell’appalto. RIS.AM. è subentrata nell’esecuzione del servizio dal 1° febbraio scorso attraverso l’affitto del ramo d’azienda stipulato con TEK.R.A. il 22 dicembre 2025. È su questo intreccio societario che i consiglieri di opposizione chiedono ora di accendere una luce, alla luce della sopravvenuta procedura riguardante TEK.R.A.

La domanda posta all’Amministrazione è diretta: l’attuale situazione di TEK.R.A. può produrre conseguenze sui rapporti ancora esistenti tra le due società e, direttamente o indirettamente, sull’esecuzione dell’appalto?

Ma c’è un secondo fronte, ancora più concreto, sul quale l’interrogazione chiede risposte precise: quello dei mezzi impiegati per svolgere il servizio. Secondo quanto riferito da Romano e Cavallaro, i mezzi riconducibili a TEK.R.A. erano stati messi a disposizione di RIS.AM. per un periodo iniziale di sei mesi. Periodo che, fanno rilevare i consiglieri, è ormai trascorso.

Da qui l’interrogativo destinato a finire sul tavolo dell’Amministrazione: con quali mezzi RIS.AM. svolge oggi il servizio e a quale titolo ne dispone? Non è un dettaglio secondario, sostengono i due esponenti di Fratelli d’Italia. Per questo hanno chiesto al Comune di indicare quanti siano i mezzi attualmente impiegati di proprietà di RIS.AM., quanti siano invece oggetto di noleggio o locazione, chi siano i proprietari e quale sia oggi la situazione dei mezzi riconducibili a TEK.R.A.

In particolare, l’interrogazione punta a capire se il rapporto per l’utilizzo di tali mezzi sia stato rinnovato o prorogato oppure se, nel frattempo, RIS.AM. abbia provveduto ad acquistare mezzi propri o a sottoscrivere nuovi contratti con soggetti diversi.

La questione, nella lettura proposta dai consiglieri, supera così il piano meramente tecnico. Il punto politico diventa il grado di autonomia effettivamente raggiunto da RIS.AM. rispetto alla società dalla quale è subentrata nell’esecuzione dell’appalto.

È proprio questo aspetto ad assumere, secondo FdI, un peso ulteriore alla luce della nuova situazione riguardante TEK.R.A. Romano e Cavallaro chiedono quindi di sapere se permangano garanzie, avvalimenti, obbligazioni, disponibilità di beni o altre risorse riconducibili a TEK.R.A. che possano avere ancora una rilevanza nell’esecuzione del servizio.

Una richiesta che i consiglieri cercano di tenere lontana tanto dalle conclusioni anticipate quanto dagli allarmismi. La linea politica è sintetizzata in una formula netta: “Non servono supposizioni e non serve creare allarmismi. Servono documenti e risposte.”

È questa, in definitiva, la sfida lanciata all’Amministrazione comunale: trasformare una serie di interrogativi in una ricostruzione ufficiale, verificabile e accessibile al Consiglio comunale.

Se la situazione di TEK.R.A. non determina alcuna conseguenza sull’esecuzione dell’appalto e RIS.AM. dispone in piena autonomia dei mezzi e delle risorse indispensabili a garantire il servizio, osservano Romano e Cavallaro, sarà interesse di tutti che ciò venga chiarito e documentato.

Sul piano istituzionale, la questione investe dunque non soltanto la continuità del servizio di igiene urbana, ma anche il ruolo del Consiglio comunale nel controllo sull’operato dell’Amministrazione e sulla gestione di un appalto che incide quotidianamente sulla vita dei cittadini.

La richiesta di Fratelli d’Italia è, in questo senso, tanto semplice quanto politicamente significativa: chiarezza sugli atti, sui rapporti societari, sui mezzi e sulle garanzie che sorreggono oggi il servizio.

Perché, mentre sul terreno politico il confronto può essere acceso, su quello amministrativo la risposta deve arrivare dai documenti. E sul servizio di igiene urbana, sottolineano i consiglieri, la priorità resta una: garantire alla città la massima continuità e stabilità, mettendo contemporaneamente il Consiglio comunale nelle condizioni di esercitare fino in fondo la propria funzione di controllo.

05 Settembre 2026 | 10:45
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