«È inaccettabile che i bambini siano costretti ad andare a scuola con queste temperature, mentre nelle aule non è consentito neanche utilizzare i ventilatori». Alessandra Barbone, commissario cittadino di Forza Italia, interviene sull’emergenza caldo e rivolge un duro attacco al sindaco di Siracusa, Francesco Italia, chiedendo all’amministrazione di assumersi le proprie responsabilità.
«Diversi sindaci della provincia hanno deciso di rinviare l’ingresso degli alunni proprio a causa del protrarsi del gran caldo. A Siracusa, invece, si continua a far finta che il problema non esista. Se le condizioni sono insostenibili, spetta al primo cittadino valutare l’adozione di un’ordinanza. Non si può scaricare tutto sulle scuole e sulle famiglie».
Il caso Lombardo Radice
Per Barbone, la questione non riguarda soltanto le alte temperature, ma anche lo stato degli edifici scolastici. «Avevo presentato un emendamento al bilancio, approvato, per il rifacimento del tetto della Lombardo Radice, dopo che una parte era caduta addosso a un bambino. I fondi, però, sono rimasti inutilizzati, impedendo di fatto l’intervento».
La commissaria di Forza Italia prosegue con una contestazione sulla gestione dei lavori successivi: «Sono stati stanziati altri soldi e pagata una ditta per sistemare il tetto, ma il progetto sarebbe stato sbagliato e i lavori, anziché risolvere il problema, avrebbero peggiorato la situazione. La scuola è ancora, infatti, senza un tetto adeguato.
Barbone punta il dito anche contro la gestione dei fondi destinati all’edilizia scolastica: «Ci sono soldi del PNRR che non sono stati spesi e sono tornati indietro. E intanto ci sono scuole senza impianti elettrici a norma, senza progetti adeguati e senza le necessarie pratiche di prevenzione incendi. È una situazione che non può essere accettata».
La denuncia investe quindi anche il tema della sicurezza: «Non si può parlare di tutela dei bambini e poi lasciare gli edifici scolastici in queste condizioni. Se ci sono stati errori, devono essere accertati. Se ci sono state responsabilità, devono essere addebitate».
Italia venga a lavorare in un’aula senza aria condizionata
«Il sindaco venga a vedere in quali condizioni lavorano gli insegnanti e studiano i bambini. Si sieda in una stanza insieme a trenta persone, senza aria condizionata, e provi a lavorare con le attuali temperature. Poi ci dica se è una situazione accettabile», afferma.
E aggiunge: «Lui sta tranquillo al fresco, mentre i bambini e il personale scolastico devono affrontare l insopportabile caldo nelle aule. Il sindaco si deve assumere le proprie responsabilità come hanno fatto i suoi colleghi di altre città.
La conclusione di Barbone è un appello all’amministrazione comunale: «Non basta amministrare: bisogna garantire scuole sicure, dignitose e adeguate».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

