L'ex direttore generale dell'Asp Siracusa, Alessandro Caltagirone e l'avv. Pierluigi Chimirri di Noi Moderati Siracusa. Foto generata con AILa conclusione della vicenda giudiziaria che ha coinvolto, tra gli altri, il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone, riapre il dibattito sul suo futuro professionale. A intervenire è Pierluigi Chimirri, coordinatore di Siracusa di Moi Moderati, che sollecita una riflessione sulle conseguenze dell’inchiesta e sulla possibilità di un ritorno del manager alla guida dell’azienda sanitaria.
Il provvedimento di archiviazione emesso dal Tribunale di Palermo, secondo quanto riferito da Chimirri, rappresenta il punto di arrivo di una vicenda che aveva suscitato grande attenzione. Il coordinatore ricorda inoltre che Caltagirone, già nel novembre 2025, aveva scelto di lasciare il proprio incarico, assumendosi quella che definisce una decisione di grande responsabilità.
Al centro dell’intervento ci sono le motivazioni del provvedimento. Chimirri richiama in particolare il passaggio relativo alla condotta del manager nelle procedure di gara, sottolineando che, secondo quanto riportato nell’archiviazione, Caltagirone non avrebbe ceduto a richieste di privati e avrebbe mantenuto un atteggiamento improntato alla prudenza.
«Le motivazioni del provvedimento – afferma Chimirri – restituiscono dignità umana e professionale a chi, insieme ai propri familiari, ha vissuto per nove mesi una situazione estremamente difficile». Da qui la domanda politica posta dal coordinatore: «La vicenda giudiziaria è conclusa, ma adesso chi deve rimediare all’errore commesso?».
Chimirri ritiene che la politica possa assumere un ruolo nel ripristino della situazione precedente all’apertura dell’inchiesta, che aveva provocato un forte clamore. L’ipotesi avanzata è quella di valutare il ritorno di Caltagirone al vertice dell’Asp di Siracusa, alla luce delle conclusioni richiamate nel provvedimento.
«La politica – sostiene il coordinatore di Moi Moderati – potrebbe dare un forte segnale, ristabilendo la situazione ante apertura dell’inchiesta e disponendo il ritorno del dottor Caltagirone nel proprio ruolo all’Asp di Siracusa, posto che proprio dai risultati dell’inchiesta è emerso che non è permeabile a pressioni corruttive». Una richiesta che, nelle intenzioni di Chimirri, punta a riportare il confronto sul piano della responsabilità istituzionale e della valutazione delle conseguenze di una vicenda giudiziaria ormai archiviata.
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