Siracusa. Allarme alluvioni: la città è impreparata. FI attacca il sindaco: «Piano di Protezione Civile mai approvato»

di Redazione

Il capoluogo aretuseo è esposto a criticità idrauliche e idrogeologiche e al pericolo di allagamenti. Gli azzurri accusano l’Amministrazione di aver ‘sbandierato’ un Piano di Protezione Civile mai approvato: “Le fragilità sono note e il rischio è reale. Cosa sta facendo concretamente la giunta Italia per proteggere la città?”

Il rischio non è soltanto quello che il cielo possa scaricare in poche ore una quantità eccezionale di pioggia sulla città. Il rischio, secondo Forza Italia, è che Siracusa possa trovarsi ancora una volta a fare i conti con un territorio fragile, con infrastrutture di drenaggio messe alla prova dagli eventi estremi e, soprattutto, senza un quadro di Protezione Civile pienamente definito e approvato nelle sedi istituzionali previste.

È su questo terreno che il gruppo consiliare di Forza Italia apre un nuovo fronte politico nei confronti dell’amministrazione comunale e del sindaco. L’allarme lanciato dagli azzurri riguarda le previsioni meteorologiche per i prossimi mesi autunnali e invernali, ma soprattutto la capacità della città di affrontare precipitazioni intense e concentrate in poche ore, mareggiate e improvvisi allagamenti.

La richiesta è netta: procedere senza ulteriori indugi con un intervento di manutenzione straordinaria del reticolo idraulico e del sistema di drenaggio urbano, intervenendo sui punti maggiormente esposti e sulle criticità che da anni caratterizzano diverse aree del territorio.

Forza Italia richiama anche gli effetti che le dinamiche climatiche possono produrre nel Mediterraneo centrale e in Sicilia sud-orientale, dove l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi può tradursi in precipitazioni particolarmente violente, mareggiate di scirocco e fenomeni di allagamento improvviso.

Ma il punto politico, per gli esponenti azzurri, è soprattutto uno: la prevenzione non può essere affrontata quando l’emergenza è già iniziata.

Siracusa, del resto, conosce bene il prezzo della propria vulnerabilità. Il territorio presenta numerose aree caratterizzate da criticità idrauliche e idrogeologiche, con situazioni che, in caso di eventi particolarmente intensi, possono mettere sotto pressione non soltanto la viabilità e la sicurezza dei cittadini, ma anche la stessa efficacia delle operazioni di soccorso.

Il quadro indicato da Forza Italia attraversa una parte significativa del territorio comunale: da Targia a Pantanelli, dalle aree di Belvedere e Cassibile fino ai canali dell’Anapo e del Ciane, passando per le zone costiere dell’Arenella e di Fontane Bianche.

Una mappa delle fragilità che, nella lettura degli azzurri, rende ancora più urgente una strategia organica di prevenzione. Non soltanto interventi tampone dopo l’emergenza, dunque, ma manutenzione, programmazione e strumenti operativi aggiornati.

Il nodo del Piano di Protezione Civile

È però sul Piano Comunale di Protezione Civile che Forza Italia concentra la parte più politica della propria iniziativa. La domanda rivolta all’amministrazione è diretta: che fine ha fatto il Piano?

Il gruppo consiliare ricorda infatti che lo stesso sindaco, nella propria relazione di fine anno, aveva inserito il Piano tra i risultati conseguiti dall’amministrazione. Secondo quanto denunciato dai consiglieri di Forza Italia, tuttavia, il documento non sarebbe mai approdato in Consiglio comunale per la discussione e l’approvazione previste.

È qui che la polemica assume un peso istituzionale. Perché un Piano di Protezione Civile non è soltanto un documento amministrativo da esibire nell’elenco delle attività svolte: è uno degli strumenti attraverso cui un Comune organizza la risposta alle emergenze, individua scenari di rischio, definisce procedure e coordina le diverse componenti chiamate a intervenire.

Da qui l’attacco politico degli azzurri: se il Piano è stato indicato come un risultato raggiunto, perché non è arrivato all’esame dell’assemblea cittadina?

Una domanda che Forza Italia pretende di trasformare in una risposta ufficiale, chiedendo chiarimenti all’amministrazione e, in particolare, all’assessore alla Protezione Civile Sergio Imbrò.

La partita della prevenzione

Sul tavolo, dunque, ci sono due questioni strettamente intrecciate: la condizione materiale della città e la sua capacità organizzativa di fronteggiare un’emergenza.

Da una parte il reticolo idraulico, i sistemi di drenaggio, i canali e le aree del territorio considerate maggiormente vulnerabili. Dall’altra il sistema di pianificazione della Protezione Civile.

Forza Italia prova così a spostare il dibattito dall’emergenza alla prevenzione. Una scelta politicamente significativa, perché gli interventi sul territorio possono essere programmati quando non piove, mentre le responsabilità istituzionali diventano molto più pesanti quando l’acqua è già nelle strade.

Il messaggio lanciato dagli azzurri al sindaco è quindi quello di non attendere il prossimo nubifragio per scoprire le fragilità di Siracusa. La prevenzione, sostengono, non può essere una voce della comunicazione politica: deve diventare una priorità amministrativa verificabile.

E il Piano di Protezione Civile rappresenta, in questa prospettiva, il banco di prova più immediato. Se esiste, bisogna spiegare perché non è ancora passato dall’aula consiliare. Se deve essere ancora approvato, occorre chiarire tempi e procedure. Se invece è stato completato e validato in altra sede, l’amministrazione dovrà fornire tutte le informazioni necessarie a fugare i dubbi sollevati dall’opposizione.

Perché davanti al rischio di una bomba d’acqua non ci sono maggioranza e opposizione, né distinguo politici: c’è una città che deve essere messa nelle condizioni di sapere dove sono i rischi, chi deve intervenire e come farlo.

E a Siracusa, per Forza Italia, è arrivato il momento di smettere di affidarsi soltanto alle previsioni del tempo.

28 Agosto 2026 | 21:38
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