Inchiesta. ipotesi di danno erariale

Siracusa. Scandalo del parcheggio fantasma di via Mazzanti: vent’anni di soldi pubblici per un’opera mai nata

di Giuseppe Bianca

Milioni di euro, due finanziamenti, un collaudo bocciato e una struttura ridotta a discarica: la Corte dei Conti dovrebbe vederci chiaro

A Siracusa c’è un parcheggio che non è mai stato un parcheggio. Da oltre vent’anni la struttura di via Mazzanti, pensata per 300 posti auto a ridosso di viale Santa Panagia, resta chiusa, mentre le casse pubbliche continuano a versarci denaro senza che un solo automobilista abbia mai potuto lasciarci la macchina.

Il primo finanziamento, il collaudo bocciato

La storia comincia con un bando regionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 10 agosto 2018, destinato ai comuni sopra i 30mila abitanti sede di porti. Il Comune di Siracusa ottiene quasi un milione di euro dal Dipartimento regionale Infrastrutture e Trasporti per completare l’opera. I lavori procedono, la struttura arriva quasi al termine — ma qualcosa si inceppa: nasce una divergenza sulla gestione tra l’impresa costruttrice e l’amministrazione comunale, e la Commissione Regionale competente nega il collaudo. Il parcheggio, già pagato, resta sigillato. Il Comune rischia perfino una procedura d’infrazione, con la Regione pronta a chiedere indietro i fondi spesi per un’opera né collaudata né aperta.

Il secondo finanziamento, per rifare quello che era già stato fatto

Passano gli anni. La struttura, abbandonata, diventa rifugio di fortuna per senzatetto e discarica a cielo aperto. Se ne occupa perfino una trasmissione televisiva nazionale. Poi, dopo dodici anni di stallo, l’Amministrazione del sindaco Italia trova nuove risorse: quasi un milione di euro aggiuntivo per lavori descritti come “ripristino” di quanto era già stato realizzato — e già pagato — in precedenza. Un secondo assegno pubblico per rimettere in piedi un’opera che il primo assegno avrebbe già dovuto completare. Le promesse di apertura si susseguono e puntualmente slittano: prima annunciata per il 2022, poi rimandata al 2024, poi ancora oltre. Nel frattempo il degrado avanza: due incendi documentati nel gennaio 2025, innescati da cumuli di rifiuti abbandonati da chi aveva forzato l’ingresso recidendo la catena del cancello. Le prime ricostruzioni parlano di natura dolosa.

Il 2026: l’opposizione chiede conto

A giugno 2026 il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione formale in Consiglio comunale sul “Parcheggio via Mazzanti — discariche nei piani sottostanti, navette verso centro storico”. Pochi giorni dopo, i consiglieri denunciano pubblicamente che l’opera, costata milioni di euro, non è ancora entrata in esercizio, mentre i piani sottostanti restano invasi da rifiuti, materiali di risulta e persino carcasse di autoveicoli.

Perché si parla di ipotesi di danno erariale

Nessun accertamento giudiziario è al momento in corso su questo caso specifico, ma gli elementi pubblici già disponibili delineano un quadro che meriterebbe una verifica da parte della Procura Regionale della Corte dei Conti: due finanziamenti pubblici distinti per la stessa opera, un collaudo negato che ha reso inutilizzabile quanto già realizzato e pagato, un ventennio di ritardi le cui responsabilità — progettuali, esecutive, di vigilanza — restano da accertare, e un ulteriore danno che si accumula giorno dopo giorno sotto forma di degrado, incendi e costi di bonifica. A Siracusa non è un caso isolato: anche per il vicino parcheggio di via Damone un comitato civico ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla magistratura contabile dopo allagamenti su opere costate complessivamente circa 10 milioni di euro. Il modello, in quel caso, è già tracciato: capire da un punto di vista contabile chi ha sbagliato — perché a pagare, finora, sono stati solo i siracusani.

di Giuseppe Bianca 20 Agosto 2026 | 08:40
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