Il nuovo intervento dell’esecutivo sui carburanti finisce nel mirino dell’opposizione. Secondo Antonio Nicita, vicepresidente dei senatori del Partito Democratico, non una soluzione ma la conferma di una gestione definita “a interruttore”.
In un intervento pubblicato sul proprio blog, il senatore Dem critica la scelta del Governo di riattivare temporaneamente lo sconto sul gasolio dopo la scadenza della misura precedente, senza introdurre strumenti strutturali per proteggere consumatori e imprese.
“Il decreto approvato ieri sera è la conferma dell’errore, non la sua correzione”, afferma Nicita, sottolineando come il provvedimento arrivi “tre settimane dopo aver lasciato scadere lo sconto” e preveda una nuova riduzione “per dieci giorni e solo sul gasolio”, rinviando ogni decisione complessiva al Consiglio dei ministri del 4 agosto.
Per il vicepresidente dei senatori PD, la scelta del Governo sarebbe il simbolo di una politica restia a garantire continuità negli interventi: “È la fotografia perfetta di una politica a interruttore, che fallisce sia il sostegno a cittadini e imprese sia il contrasto alla speculazione”.
Nel suo intervento, Nicita ricostruisce anche il costo delle misure adottate nei mesi precedenti. “Dal 18 marzo al 3 luglio abbiamo speso quasi 1,6 miliardi senza costruire alcun automatismo”, sostiene il senatore, evidenziando il rischio che l’assenza di un meccanismo stabile abbia favorito comportamenti opportunistici lungo la filiera dei carburanti.
Secondo Nicita, l’esecutivo avrebbe dovuto intervenire con strumenti permanenti come l’accisa mobile, una misura che consentirebbe di modulare la pressione fiscale sui carburanti in relazione all’andamento dei prezzi. “Abbiamo chiesto da marzo di attivare l’accisa mobile, alimentandola con un fondo capace di anticipare l’extragettito Iva”, spiega il parlamentare, aggiungendo che tale intervento avrebbe dovuto essere accompagnato da un monitoraggio dei margini nei mercati locali caratterizzati da minore concorrenza.
Il senatore PD sostiene inoltre che una migliore trasmissione degli interventi pubblici ai prezzi finali avrebbe prodotto benefici più consistenti per gli utenti. “Con una trasmissione ai consumatori migliore di venti punti percentuali, a parità di costo per lo Stato, sarebbero arrivati a famiglie e imprese almeno 240 milioni in più”, conclude Nicita.
La questione dei carburanti resta quindi al centro del confronto politico, con l’opposizione che chiede al Governo un cambio di approccio: non più interventi temporanei e straordinari, ma strumenti automatici in grado di accompagnare l’andamento dei prezzi e ridurre l’impatto dei rincari su famiglie e attività produttive.
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