L’aggiudicazione del servizio di trasporto pubblico urbano a SAIS Autolinee, unico partecipante alla gara e già gestore dal 2023 dopo il progressivo ridimensionamento dell’AST, segna per il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente un passaggio amministrativo importante, ma non sufficiente a decretare il pieno successo del sistema di mobilità cittadino.
A sottolinearlo è Davide Biondini, portavoce del Comitato, che riconosce senza esitazioni alcuni progressi rispetto al passato: oggi, afferma, “le linee esistono, gli orari sono pubblicati, Google Maps consente di pianificare i percorsi e l’informazione all’utente è più accessibile”. Un miglioramento concreto, soprattutto in termini di trasparenza e fruibilità del servizio.
Tuttavia, secondo il Comitato, da questi passi avanti non si può automaticamente dedurre che il trasporto pubblico siracusano sia pienamente efficiente. Critiche nette vengono rivolte alla narrazione istituzionale, in particolare alle dichiarazioni del sindaco Francesco Italia, che ha definito il servizio “presente e funzionante”. Una definizione che, per Biondini, rischia di semplificare eccessivamente una realtà più complessa: “Un servizio non funziona solo perché esiste – afferma – funziona se è conveniente, frequente, capillare e competitivo rispetto all’auto e allo scooter”.
Il Comitato mette in discussione anche il richiamo, da parte del sindaco, ad alcuni commenti entusiastici di turisti sul trasporto pubblico cittadino, sottolineando una contraddizione: se il servizio fosse realmente adeguato nella quotidianità, osservano, non sarebbe oggi necessario parlare di potenziamento di frequenze e capillarità.
Il nodo principale individuato riguarda proprio l’organizzazione della rete: frequenze ritenute troppo basse su molte linee e una copertura non sufficientemente capillare tra i quartieri. Secondo l’analisi del Comitato, il viaggio tipico del cittadino si compone di più fasi – cammino, attesa, corsa, eventuale cambio e nuova attesa – con un conseguente allungamento dei tempi complessivi rispetto all’utilizzo del mezzo privato.
A titolo esemplificativo viene citato il collegamento tra Lungomare di Ortigia e Via Grotta Santa: in autobus la soluzione migliore richiederebbe, in teoria, 48 minuti con due linee, un cambio e circa 850 metri a piedi. In auto il tragitto si compie in circa 15 minuti, e in scooter anche meno. Un rapporto che supera il 3 a 1 e che, secondo il Comitato, diventa ancora più critico nella pratica: il tempo reale osservato arriverebbe fino a un’ora e dieci minuti. “Fa sorridere – osserva Biondini – l’idea che Siracusa possa essere paragonata, sulla mobilità, alle grandi capitali europee”.
La distanza tra trasporto pubblico e mobilità privata viene quindi indicata come strutturale. In una città dove molti spostamenti si completano in meno di venti minuti con mezzi privati, frequenze di passaggio dei bus ogni 30, 40 o anche 70 minuti, unite alla necessità di cambi intermedi, renderebbero il servizio difficilmente competitivo, pur in presenza di miglioramenti digitali e organizzativi.
Da qui anche una critica di fondo al dibattito pubblico sulla mobilità: il richiamo frequente alla “necessità di cambiare mentalità” dei cittadini. Una posizione che il Comitato respinge con decisione. “I cittadini non devono essere educati come se fossero il problema – sostiene Biondini – devono essere convinti dai fatti”. Se il servizio sarà realmente efficiente, frequente e conveniente, aggiunge, sarà la popolazione stessa a sceglierlo senza necessità di campagne persuasive.
Un ulteriore punto critico riguarda la gestione della sosta e dei parcheggi, tema ritenuto quasi assente nel dibattito cittadino. Secondo il Comitato, la riduzione del traffico privato non può prescindere da soluzioni concrete per la collocazione delle auto: parcheggi residenti, parcheggi scambiatori, garage convenzionati e navette efficienti. In mancanza di queste infrastrutture, avvertono, il rischio è che la transizione verso la mobilità sostenibile si traduca in un nuovo disagio per i cittadini.
Il Comitato esprime inoltre prudenza sugli incentivi alla mobilità alternativa – come bonus per bici, monopattini e abbonamenti – giudicati strumenti utili ma non risolutivi se non accompagnati da infrastrutture adeguate. Strade in buone condizioni, percorsi protetti e sicurezza per gli utenti vengono indicati come elementi indispensabili per rendere davvero praticabili le alternative all’auto.
Infine, viene contestata la narrazione secondo cui il problema principale della mobilità siracusana sarebbe l’aumento incontrollato delle automobili. I dati, sostiene il Comitato, mostrerebbero una sostanziale stabilità del numero di veicoli negli ultimi vent’anni. Se la congestione appare oggi più grave, le cause andrebbero ricercate altrove: nella gestione degli spazi urbani, nella riduzione dei parcheggi, nella pressione turistica e nella mancanza di alternative realmente efficienti.
Da qui la richiesta finale: maggiore trasparenza e pubblicazione dettagliata dei dati del servizio di trasporto pubblico – frequenze linea per linea, orari feriali e festivi, corse, collegamenti tra quartieri, tempi medi di percorrenza – insieme a un piano parcheggi e a misure concrete per la sicurezza della mobilità dolce.
“La mobilità sostenibile non si costruisce con gli slogan – conclude Biondini – ma offrendo alternative reali. Quando il servizio sarà davvero competitivo, saranno i cittadini a sceglierlo”.
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