Siracusa. Tutela minori a rischio, è scontro al Vermexio. Tuona l’opposizione: «Nominare subito Garante per l’infanzia»

di Redazione

Il caso della bambina contesa tra famiglia affidataria e genitori biologici, già al centro di un complesso e delicato percorso giudiziario, diventa ora anche una questione amministrativa. I consiglieri di minoranza chiedono al Comune un intervento immediato per colmare un vuoto istituzionale: “L’assenza del Garante priva la città di uno strumento fondamentale di tutela e mediazione”

Il capoluogo aretuseo torna a interrogarsi sul proprio sistema di tutela dei minori dopo il caso, emerso nelle ultime ore, di una bambina al centro di un delicato procedimento di allontanamento e ricollocamento.

Una vicenda complessa e dolorosa che ha riacceso il dibattito politico e istituzionale, portando i consiglieri comunali di minoranza a sollecitare un intervento immediato da parte dell’amministrazione.

Il caso della minore: tra famiglia affidataria e madre naturale

Ancora un nulla di fatto, infatti, nel terzo tentativo di attuare il provvedimento del Tribunale per i minorenni che prevede il graduale ricongiungimento di una bambina di 7 anni con la madre biologica. La minore, giunta nei giorni scorsi presso l’area dei Servizi sociali del Comune di Siracusa, si è rifiutata di scendere dall’auto, come già accaduto nei precedenti episodi.

La situazione ha portato operatori dei Servizi sociali, specialisti della Neuropsichiatria Infantile e forze dell’ordine a concordare sull’inopportunità di ricorrere alla forza fisica. L’intervento è stato quindi sospeso e rinviato a data da destinarsi. Nel frattempo, la bambina è stata riaffidata temporaneamente alla famiglia affidataria. Gli operatori relazioneranno al Tribunale sull’esito del terzo tentativo fallito.

Secondo quanto riferito, la minore manifesta una forte opposizione al trasferimento, dichiarando il desiderio di restare con la famiglia presso cui vive da circa quattro anni. Cresce inoltre la preoccupazione per il suo stato emotivo e per la gestione delle cure mediche in corso, attualmente compromesse dallo stress accumulato. Una vicenda estremamente delicata che resta ora nuovamente al vaglio dell’autorità giudiziaria.

L’opposizione: “Nominare subito Garante per l’infanzia e l’adolescenza”

A intervenire con una presa di posizione congiunta sono stati i consiglieri di minoranza Damiano De Simone, Cosimo Burti, Luigi Gennuso, Alessandra Barbone, Leandro Marino, Toti La Runa (Forza Italia), Sara Zappulla, Angelo Greco, Massimo Milazzo (Partito Democratico), Paolo Romano (Fratelli d’Italia), Ivan Scimonelli, Francesco Vaccaro e Daniela Rabbito (Lista Insieme), che hanno acceso i riflettori su una lacuna ritenuta ormai non più sostenibile: l’assenza del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

“Quanto sta emergendo in queste ore – dichiaranoimpone una riflessione immediata, seria e soprattutto concreta da parte delle istituzioni cittadine”. Pur riconoscendo che le valutazioni sul caso spettano all’autorità giudiziaria e ai servizi competenti, i consiglieri sottolineano come la vicenda abbia reso evidente una criticità strutturale del sistema locale di tutela dei minori.

Al centro della richiesta c’è infatti la figura del Garante, definita “fondamentale presidio di tutela e garanzia”, la cui assenza, secondo l’opposizione, priva la città di uno strumento essenziale soprattutto nei momenti più delicati. “Non si tratta di sostituire tribunali o servizi sociali – precisano gli esponenti politici – ma di affiancarli con una figura terza, capace di ascoltare, vigilare e richiamare tutti al superiore interesse del minore”.

Il riferimento è al ruolo di mediazione e controllo che il Garante può esercitare nei procedimenti più complessi, dove il rischio – evidenziano i consiglieri – è che i minori restino schiacciati da dinamiche istituzionali, familiari e giudiziarie difficili da comprendere e gestire.

Da qui l’appello diretto al sindaco e all’amministrazione comunale: procedere “senza ulteriori rinvii” alla nomina, colmando un vuoto definito “non più tollerabile”. La richiesta assume una valenza che va oltre il piano amministrativo, chiamando in causa responsabilità più ampie. “Non è più una questione formale – insistono – ma una necessità istituzionale, civile e morale”.

Il caso della bambina, dunque, diventa simbolo di una problematica più ampia, che riguarda la capacità del territorio di dotarsi di strumenti adeguati per la tutela dei più fragili. E mentre l’attenzione resta alta sull’evoluzione della vicenda giudiziaria, il confronto politico si sposta ora sulla risposta che l’amministrazione è chiamata a dare alla luce di una richiesta che punta a rafforzare, in modo strutturale, il sistema di protezione dell’infanzia in città.

15 Aprile 2026 | 17:24
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