Augusta. Eolico offshore, tra incertezze e green economy. Zappulla (SI): «Opportunità o affare per colossi del settore?»

di Redazione

Il progetto offshore di Augusta viene definito motore di crescita per Siracusa e la sua provincia ma senza chiarezza sui benefici locali e dettagli concreti l’iniziativa rischia di restare un business per pochi. Il segretario di SI, Sebastiano Zappulla, tuona: “Vogliamo sapere se i metalmeccanici licenziati nel 2025 potranno tornare a lavorare nei cantieri offshore o nel suo indotto”

Il progetto eolico offshore individuato ad Augusta come hub nazionale per la produzione di energia verde rappresenta un’opportunità strategica per il territorio, ma lascia aperti importanti interrogativi sul piano ambientale, occupazionale ed economico. Queste le prime affermazioni, tra incertezza e timido entusiasmo, di Sebastiano Zappulla, segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs. 

“L’eolico offshore può diventare un volano per il nostro territorio – spiega Zappulla – e il progetto di Augusta è sicuramente un fatto positivo. Tuttavia, non è chiaro quali saranno le ricadute concrete in termini di risanamento ambientale, rilancio occupazionale e sviluppo economico”.

Secondo il segretario provinciale, la green economy rappresenta un settore industriale fondamentale per il futuro, legato alla transizione energetica, alla decarbonizzazione e alla sostenibilità dei modelli produttivi. “La competitività del sistema industriale italiano e la sua autonomia energetica dipenderanno dalla capacità di costruire un sistema integrato della green economy – aggiunge Zappulla – e l’eolico offshore può collocare la zona industriale di Siracusa tra gli asset strategici italiani ed europei nel campo della produzione di energia verde”.

Il progetto prevede l’implementazione dell’offshore nella zona industriale di Punta Cugno, un’area ancora fortemente legata ai combustibili tradizionali e in affanno da anni. “Dotarsi di strumenti per la produzione di energia rinnovabile significherebbe non solo rimodellare il sistema industriale locale, ma anche inserire Siracusa in un contesto strategico a livello nazionale e internazionale”, continua il segretario di SI.

Nonostante le potenzialità, restano dubbi e incertezze. Zappulla sottolinea la mancanza di informazioni precise da parte dei governi nazionale e regionale: “Non sappiamo se il finanziamento di poco più di 50 milioni di euro servirà finalmente a riavviare la bonifica del SIN di Priolo, né se i 500 lavoratori metalmeccanici licenziati nel 2025 potranno trovare occupazione nei cantieri offshore o nel relativo indotto”.

Il segretario di Sinistra Italiana pone anche un quesito fondamentale: “Il progetto offshore di Augusta è pensato realmente per l’economia e le imprese del territorio o è solo un’altra occasione di business per le grandi aziende?”

Secondo Zappulla, le risposte a queste domande determineranno se l’eolico offshore potrà contribuire a costruire un futuro concreto per Siracusa o se resterà una promessa vuota della green economy, lontana dalle esigenze dei lavoratori e del territorio.

07 Marzo 2026 | 16:23
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