L’ASP di Messina si è confermata tra le realtà più innovative della sanità italiana alla 20ª edizione del Forum nazionale sul Risk Management, svoltosi al Centro Congressi e Fiere di Arezzo. L’azienda sanitaria ha partecipato non solo come attore istituzionale, ma anche come ente capofila della Sicilia orientale, presentando l’evoluzione di quattro progetti strategici incentrati sulla gestione del rischio sanitario e sull’equità di accesso alle cure.
La Direzione Strategica – composta dal Direttore Generale Giuseppe Cuccì, dal Direttore Amministrativo Giancarlo Niutta e dal Direttore Sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi – ha evidenziato come la nuova visione dell’ASP sposti il concetto di rischio da un controllo “a valle” a un vero e proprio strumento di progettazione dei servizi nella riforma in corso.
In un approccio coerente con il modello One Health, la sicurezza delle cure viene interpretata come esito di un ecosistema interconnesso fatto di persone, tecnologie, ambienti di cura, territorio e determinanti ambientali. Obiettivi: prevenzione proattiva degli eventi avversi, uso intelligente dei dati per anticipare criticità e modelli di prossimità capaci di garantire equità anche in contesti complessi come aree interne e isole minori.
“Questi progetti – ha spiegato Niutta, presente ad Arezzo per l’intera Direzione Strategica – traducono l’innovazione in sicurezza reale, riducendo tempi critici, errori e disuguaglianze. Tutto è misurato tramite indicatori chiari: meno eventi avversi, migliori esiti clinici e maggiore fiducia dei cittadini”.
I quattro progetti presentati
1. Corridoio aereo sanitario con droni per sangue e farmaci
Uno dei progetti più innovativi riguarda l’attivazione di un corridoio aereo sanitario tra gli ospedali di Patti e Lipari tramite droni per il trasporto veloce di sangue, farmaci urgenti e campioni biologici, con successiva estensione agli ospedali della fascia tirrenica e nebroidea.
L’idea è nata dal direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale di Patti, Gaetano Crisà, ed è stata progettata da Abzero, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Il Ceo di Abzero, Giuseppe Tortora, ha illustrato il funzionamento della Smart Capsule, dotata di sensori per mantenere intatte le condizioni di trasporto e operativa tramite una semplice app:
“La prima tratta di 37 km è stata completata in 27 minuti, con una riduzione degli stessi tempi fino all’80% e dei costi del 40%. Con droni più potenti scenderemo a 15 minuti: un cambiamento rivoluzionario per il Servizio Sanitario Nazionale”.
2. Piano integrato per la sicurezza stradale
Il secondo progetto ha mirato a sensibilizzare i giovani sull’importanza della guida responsabile. L’Unità Operativa ‘Educare e Promuovere alla Salute’, diretta da Chiara Schirò, ha coordinato iniziative nelle scuole e nei borghi della provincia, oltre alla distribuzione di materiali informativi e kit etilotest sulle navi dello Stretto.
Sono in programma ulteriori attività rivolte agli studenti delle scuole secondarie e campagne dedicate alla prevenzione degli incidenti legati all’abuso di alcol.
3. App di continuità assistenziale per Pronto Soccorso e reparti
Un’applicazione digitale dedicata alla continuità assistenziale permette di monitorare accessi e stato clinico dei pazienti nei Pronto Soccorso e in alcuni reparti ospedalieri.
La piattaforma, che integra anche la cartella sanitaria elettronica, consente maggiore tracciabilità delle cure, riduzione dei tempi di risposta e un miglior coordinamento tra professionisti sanitari.
4. Telemedicina in carcere
Il quarto progetto riguarda l’introduzione della telemedicina negli istituti penitenziari, con l’obiettivo di ridurre spostamenti critici, prevenire episodi di rischio e assicurare un accesso più rapido e sicuro alle cure.
L’iniziativa permette di anticipare situazioni critiche per detenuti e operatori, riducendo traumi e costi sociali, oltre a migliorare la continuità terapeutica.
Un modello integrato per territori complessi
“Questi sistemi – ha concluso Niutta – rendono operativa la visione One Health: integrare persone, ospedali, territori, trasporti, aree remote, protezione civile e contesti ad alto rischio come il carcere. La sicurezza diventa un continuum: prevenzione, risposta tempestiva, follow-up e riabilitazione, con processi standard e tracciabilità costante”.
Il punto di forza è la capacità di garantire equità anche in contesti particolarmente fragili, come isole minori e aree interne montuose, dove le distanze e le condizioni logistiche rendono più complessa l’assistenza. Tecnologie mature, interoperabilità e governance basata sul rischio sono gli assi portanti per una sanità più sicura, sostenibile, resiliente e vicina ai cittadini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

