Sicilia. Bufera su fondi pubblici al Trapani Calcio, nel club figura il figlio del presidente Schifani: la denuncia di La Vardera

di Redazione

Il deputato La Vardera denuncia tutto alla Corte dei Conti e alla Procura. Un finanziamento da 300 mila euro, ma i soldi regionali sarebbero stati sperperati per voli su jet privati, noleggio di pullman e cartelloni del patron del Trapani

Una nuova polemica scuote la politica e lo sport siciliano.

Al centro dell’attenzione pubblica, l’utilizzo di quasi 300 mila euro di fondi regionali destinati al Trapani Calcio, società in cui figura anche il figlio del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. A sollevare il caso è Ismaele La Vardera, deputato all’ARS e fondatore del Movimento Controcorrente, che ha ufficialmente presentato una denuncia alla Corte dei Conti per presunto sperpero di denaro pubblico.

Secondo quanto denunciato da La Vardera, la Regione Siciliana avrebbe rimborsato 294 mila euro alla società sportiva a fronte di un totale di 375 mila euro di spese giustificate nell’ambito di un progetto presentato come “promozione turistica”. Ma l’effettiva natura delle spese solleva più di un dubbio: tra le voci rendicontate figurano 133 mila euro per trasferte e noleggio pullman, 67 mila euro per vitto e alloggio, 128 mila euro per materiali e forniture, e 47 mila euro per accordi di collaborazione con altre realtà sportive locali.

Il dato che più ha fatto discutere, tuttavia, riguarda i 69 mila euro spesi in voli operati da Luxwing, compagnia charter privata con sede a Malta. Secondo La Vardera, questi voli sarebbero stati effettuati con jet privati: “Chi ha volato? E per quale scopo?”, si chiede il deputato, sottolineando la necessità di trasparenza, soprattutto se si tratta di fondi pubblici impiegati in attività che sembrano avere un impatto marginale, se non nullo, sulla promozione turistica dell’isola.

Non meno controversa la spesa di 7 mila euro per un cartellone pubblicitario con il volto di Valerio Antonini, attuale patron del Trapani, accompagnato dallo slogan “non C basta”. Un messaggio dal tono autoreferenziale, difficilmente riconducibile a una strategia promozionale istituzionale.

La Vardera insiste su un possibile conflitto d’interessi, rimarcando la presenza del figlio di Schifani all’interno della compagine societaria del Trapani Calcio: “In un Paese normale questo fatto avrebbe portato a delle dimissioni. In Sicilia, invece, pare faccia curriculum”, ha dichiarato con tono provocatorio.

Finora, nonostante l’invito pubblico a un confronto, Valerio Antonini non ha risposto direttamente alle accuse, limitandosi a replicare sui social con toni duri nei confronti del deputato. La Vardera, da parte sua, rilancia e chiede chiarezza: “Sfido Antonini a un confronto pubblico per spiegare perché con i soldi dei siciliani siano stati pagati jet privati”.

L’intervento della Corte dei Conti sarà ora decisivo per chiarire la legittimità di queste spese e l’eventuale responsabilità amministrativa da parte della Regione Siciliana. Intanto, la vicenda si inserisce in un clima già teso attorno alla gestione delle risorse pubbliche in Sicilia, dove la trasparenza amministrativa resta un tema ancora troppo spesso eluso.

Codacons presenta esposto alla Magistratura

Non potevano passare inosservate al Codacons le dichiarazioni del parlamentare regionale Ismaele La Vardera sui fondi regionali destinati al Trapani Calcio. La più importante organizzazione dei consumatori, da sempre in prima linea contro gli sprechi di denaro pubblico e per la trasparenza nella gestione delle risorse, presenta oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Palermo e Trapani, nonché alla Corte dei Conti.

L’associazione ha affidato l’incarico all’avvocato Marcello Drago, dirigente dell’Ufficio legale regionale del Codacons, per portare formalmente all’attenzione della magistratura la vicenda.

Secondo quanto denunciato da La Vardera, circa 300 mila euro di fondi pubblici sarebbero stati assegnati a una società privata in cui figura il figlio del presidente della Regione, Renato Schifani. Dalla rendicontazione emergono spese non conformi alla naturale destinazione d’uso.

Con l’esposto, il Codacons chiede che venga fatta piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse regionali e che siano accertate eventuali responsabilità nella gestione dei fondi pubblici. L’associazione vigilerà affinché ogni euro dei cittadini siciliani venga restituito alla collettività.

04 Settembre 2025 | 23:34
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