Siracusa. Separazione carriere, nasce il fronte del NO: «Un falso scopo che nasconde attacco autonomia magistratura»

di Redazione

Lunedì 26 alle 18, nei locali del PD di via Paolo Orsi, riunione del comitato civico contro la riforma Nordio: nel mirino l’indebolimento del CSM e la possibile subordinazione delle Procure al potere esecutivo

Si riunirà, domani, lunedì 26 gennaio alle ore 18, nei locali del Partito Democratico di via Paolo Orsi 3, a Siracusa, il comitato organizzativo per il “NO” alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Un incontro pubblico che segna un nuovo passaggio nel percorso di mobilitazione della società civile siracusana contro una riforma che, secondo i promotori, persegue un obiettivo dichiarato fuorviante rispetto alle sue reali finalità.

Il comitato nasce come iniziativa ampia, civica e pluralista, e coinvolge magistrati in quiescenza, avvocati, docenti universitari, amministratori locali, associazioni e cittadini impegnati nella difesa dei principi costituzionali. Tra i promotori figurano l’avvocato Giovanni Sallicano, presidente degli avvocati amministrativisti di Siracusa, e il professor Roberto Fai, da tempo attento osservatore dei temi legati all’assetto istituzionale e alle garanzie dello Stato di diritto.

Al centro della riflessione vi è la convinzione condivisa che la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente rappresenti, in realtà, un falso scopo. Una distinzione che, nei fatti, è già largamente operativa nell’organizzazione della magistratura, attraverso la netta separazione delle funzioni e la specializzazione dei percorsi professionali. Secondo il comitato, il vero obiettivo della riforma non sarebbe quindi l’efficienza del sistema giudiziario, bensì un profondo ridisegno degli equilibri costituzionali.

Nel mirino dei promotori vi è soprattutto l’indebolimento del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati, e il rischio concreto di una progressiva sottoposizione delle Procure al potere esecutivo. Un passaggio che, secondo i critici della riforma, potrebbe aprire la strada a una politicizzazione dell’azione penale, compromettendo il principio dell’obbligatorietà e alterando l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

In questo quadro, la separazione delle carriere assumerebbe il ruolo di strumento funzionale all’isolamento del Pubblico Ministero, rendendolo più esposto a condizionamenti esterni e, in prospettiva, più facilmente controllabile dal governo di turno. Un esito ritenuto incompatibile con lo spirito e la lettera della Costituzione repubblicana.

La riunione di lunedì servirà a organizzare le prossime iniziative di informazione e confronto pubblico, con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza e costruire un fronte civico consapevole in vista del referendum costituzionale. A Siracusa, il tema della giustizia torna così al centro del dibattito politico e culturale: in gioco, secondo il comitato del NO, non c’è una riforma tecnica, ma la tenuta democratica dello Stato di diritto.

25 Gennaio 2026 | 11:22
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