Rettifica ai sensi dell’art. 8 L. 47/1948

Siracusa. Processo Muddica, il sindaco Carta non mai richiesto di essere giudicato con rito immediato

di Redazione

Inchiesta sugli appalti al Comune di Melilli. L'udienza fissata al 2 marzo 2026

Rettifica sul ‘processo Muddica’: precisazioni in merito agli articoli pubblicati il 23 e 25 febbraio. Sulla scelta del rito, sugli esiti per i coimputati e sulle espressioni utilizzate: la posizione dell’on. Giuseppe Carta dopo la nota dei legali.

In riferimento alla nota inviata dagli avvocati Maria Donata Licata e Francesco Favi, difensori dell’on. Giuseppe Carta, e ai sensi dell’art. 8 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, la redazione di Libertà Sicilia pubblica le precisazioni richieste in merito agli articoli dal titolo “Siracusa. Processo Muddica, il sindaco Carta alla sbarra – L’accusa: falso pubblico, abuso d’ufficio e turbata libertà” e “Può crollare il sistema Carta? – Il procedimento giudiziario mette alla prova la leadership del sindaco di Melilli e dell’onorevole – Processo “Muddica”, la sfida decisiva per Carta: consenso, potere e tenuta politica sotto esame”, pubblicati rispettivamente il 23 e il 25 febbraio 2026.

Secondo quanto rappresentato dai legali dell’on. Carta, non corrisponde al vero che l’esponente politico abbia richiesto di essere giudicato con rito immediato. La scelta del rito, si precisa nella comunicazione, sarebbe stata effettuata dalla Procura della Repubblica e accolta dal Tribunale limitatamente ad alcuni capi di imputazione. Per gli altri, gli atti sarebbero stati trasmessi nuovamente al pubblico ministero, che in data 26 agosto 2021 avrebbe formulato richiesta di archiviazione, poi accolta dal GIP con decreto del 19 ottobre 2022.

I difensori evidenziano inoltre che i reati per i quali si procede attualmente nei confronti dell’on. Carta sarebbero i medesimi già esaminati dal Tribunale di Siracusa nel separato giudizio ordinario a carico degli altri coimputati, conclusosi il 18 febbraio 2026 con dichiarazione di non doversi procedere per intervenuta prescrizione e, in taluni casi, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. L’unica condanna pronunciata in quell’ambito riguarderebbe, secondo la difesa, un episodio non contestato all’on. Carta.

Nella nota si contesta, inoltre, l’impostazione narrativa degli articoli e l’utilizzo di espressioni quali “alla sbarra” e “Sistema Carta”, ritenute allusive e potenzialmente lesive dell’onore e della reputazione dell’interessato, nonché eccedenti – a giudizio dei legali – i limiti della continenza espressiva anche nell’esercizio del diritto di cronaca e di critica.

La redazione prende atto delle precisazioni trasmesse dai difensori dell’on. Giuseppe Carta e le pubblica integralmente nei contenuti sostanziali sopra riportati, a rettifica delle informazioni contestate, confermando l’impegno a garantire un’informazione corretta, completa e rispettosa delle posizioni di tutte le parti coinvolte nei procedimenti giudiziari.

Il testo riportava delle imprecisioni:

Entra nel vivo il processo ‘Muddica’ dove alla sbarra c’è il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, nonché deputato regionale del Mpa-Grande Sicilia. Carta ha scelto il giudizio immediato ed è imputato, in quel procedimento, per falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento, l’udienza si terrà, come disposto dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri, il 2 marzo del 2026.

Intanto si è definito con una declaratoria di prescrizione uno dei filoni dell’inchiesta, l’indagine avviata nel 2019 dalla Procura di Siracusa su presunte irregolarità nell’affidamento di lavori pubblici al Comune di Melilli. Il Tribunale ha pronunciato sei assoluzioni per intervenuta prescrizione, chiudendo così una parte del procedimento che aveva coinvolto amministratori, funzionari e imprenditori.

Secondo l’impostazione accusatoria, al centro dell’inchiesta vi sarebbe stato un presunto sistema di frazionamento degli appalti, con importi inferiori ai 40 mila euro, che avrebbe consentito affidamenti diretti evitando il ricorso a gare pubbliche. Una ricostruzione che, nel tempo, è stata oggetto di un articolato confronto processuale.

Gli imputati prosciolti. Tra coloro che hanno beneficiato della prescrizione figura anche Daniele Lentini, oggi sindaco di Francofonte, ma all’epoca dei fatti vicedirigente del II Settore del Comune di Melilli. Con lui sono stati prosciolti Bruno De Filippo, dirigente del V Settore del Comune di Melilli; l’imprenditore Sebastiano Franchino; la dipendente comunale Silvana Baracchi; l’ex vicesindaco Stefano Elia e l’ex imprenditore Giacomo Crucitti. Per tutti loro, il decorso del tempo ha determinato l’estinzione dei reati contestati, chiudendo di fatto questa parte del procedimento.

Il troncone che vede imputato Giuseppe Carta. Resta invece aperto un altro segmento dell’inchiesta, quello che vede alla sbarra l’attuale sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, nonché deputato regionale del Mpa-Grande Sicilia. Carta ha scelto il giudizio immediato, rinunciando così all’udienza preliminare e chiedendo di essere processato direttamente davanti al Tribunale. Nel procedimento è imputato per falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento, accuse che derivano sempre dall’inchiesta “Muddica” sui presunti appalti pilotati.

L’udienza è stata fissata per il 2 marzo 2026, come disposto dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri.

Gli altri imputati nel secondo filone. Nel medesimo troncone processuale figurano, a vario titolo, dirigenti, dipendenti comunali e imprenditori già coinvolti nella precedente fase. Tra questi anche Daniele Lentini, nella qualità di vicedirigente del II Settore del Comune di Melilli nel periodo oggetto d’indagine, oltre a Bruno De Filippo, Sebastiano Franchino, Silvana Baracchi, Stefano Elia, Giacomo Crucitti e Samantha Spada.

L’inchiesta della Procura di Siracusa. Le indagini furono coordinate dall’allora procuratore capo Fabio Scavone e dal sostituto Tommaso Pagano, con il supporto degli agenti del commissariato di Priolo, all’epoca diretto da Fabio Aurilio. Gli inquirenti concentrarono l’attenzione su una serie di lavori pubblici affidati dal Comune di Melilli.

Secondo la tesi accusatoria, gli interventi sarebbero stati artificiosamente suddivisi in più affidamenti di importo contenuto per consentire incarichi diretti e aggirare le procedure ad evidenza pubblica. Una ricostruzione che la difesa degli imputati ha sempre contestato, sostenendo la correttezza dell’operato amministrativo. Mentre una parte della vicenda si è chiusa con la prescrizione, il processo a carico del sindaco Giuseppe Carta rappresenta oggi il nodo centrale dell’inchiesta ‘Muddica’. Sarà il dibattimento, iniziato nel marzo 2023, a stabilire eventuali responsabilità o a confermare l’estraneità dell’imputato rispetto alle accuse contestate.

23 Febbraio 2026 | 08:36
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