È stata un’indagine rapida e meticolosa quella che ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Ortigia di risalire ai presunti autori di una violenta rapina consumata nel cuore del centro storico di Siracusa. A distanza di pochi giorni dai fatti, tre uomini – di 34, 29 e 24 anni – sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di rapina in concorso e di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
L’episodio risale alla mattina dell’11 febbraio, quando una donna siracusana di 44 anni è stata avvicinata e aggredita mentre si trovava a Ortigia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre l’avrebbero colpita con violenza per strapparle la borsa, all’interno della quale custodiva denaro, documenti personali e carte di pagamento. Un’azione fulminea che ha scosso la tranquillità della zona, particolarmente frequentata sia da residenti sia da turisti.
Subito dopo la denuncia presentata dalla vittima, i Carabinieri hanno avviato una serrata attività investigativa. Fondamentale si è rivelata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, che ha consentito di seguire gli spostamenti dei sospettati nelle fasi precedenti e successive alla rapina. A questo si sono aggiunte alcune informazioni fornite da cittadini che, avendo notato movimenti sospetti, hanno contribuito a delineare un quadro più preciso dell’accaduto.
Incrociando immagini e testimonianze, i militari sono riusciti a identificare i tre uomini ritenuti coinvolti. Si tratta di un 24enne originario di Palermo, senza fissa dimora e già destinatario di un foglio di via obbligatorio dal Comune di Siracusa, e di due soggetti di 29 e 34 anni di origini tunisine, entrambi con precedenti di polizia.
Le verifiche successive hanno inoltre fatto emergere un ulteriore elemento: dopo essersi impossessati della borsa, i tre avrebbero utilizzato la carta bancomat della vittima per effettuare alcuni prelievi di denaro. Per questo motivo, oltre alla rapina, è stata loro contestata anche l’ipotesi di reato relativa all’indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
L’intervento tempestivo dell’Arma ha così consentito di ricostruire l’intera sequenza dei fatti e di deferire i tre all’autorità giudiziaria. Resta ora agli sviluppi del procedimento il compito di accertare in via definitiva eventuali responsabilità.
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