Tesi sostenuta dall’Osservatorio Civico di Salvo Sorbello

Siracusa. Nuovo ospedale, avanti tutta: copertura finanziaria garantita e prospettiva Dea di secondo livello

di Redazione

Faraoni rassicura su fondi e iter con Invitalia. Salvo Sorbello rilancia: «Ci sono i numeri per l’ottavo Dea in Sicilia»

La partita per il nuovo ospedale di Siracusa entra in una fase decisiva e, almeno sul fronte delle risorse, arrivano segnali che vengono letti come incoraggianti. L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha infatti ribadito che l’intero impianto finanziario dell’opera è solido e coperto, chiarendo che i fondi necessari alla realizzazione della struttura provengono da risorse nazionali e regionali già individuate.

Un passaggio che punta a spegnere le preoccupazioni circolate negli ultimi mesi attorno a uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti per il territorio aretuseo. Secondo quanto evidenziato dall’esponente della giunta regionale, l’iter procedurale prosegue nel rispetto delle tappe previste: in forza dell’Accordo di Programma sottoscritto, è in corso la fase di avanzamento verso la presentazione definitiva del progetto a Invitalia, passaggio tecnico fondamentale per l’attuazione concreta dell’intervento.

L’investimento: 420 milioni per cambiare il volto della sanità siracusana

Il quadro economico dell’opera è imponente: l’investimento complessivo ammonta a 420 milioni di euro. Di questi, 48 milioni saranno destinati alle dotazioni tecnologiche e alle attrezzature, grazie a risorse provenienti dal Pnrr e dal Piano sanitario nazionale. Una cifra che fotografa l’ambizione del progetto: non un semplice ospedale di sostituzione, ma una struttura moderna, adeguata agli standard più avanzati in termini di sicurezza, efficienza e capacità di risposta sanitaria.

La realizzazione del nuovo presidio rappresenta infatti un nodo strategico per un’area vasta che negli anni ha denunciato carenze strutturali, criticità organizzative e un progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria.

Dea di secondo livello: l’Osservatorio Civico rivendica la propria linea

Sul piano politico e tecnico si registra anche la soddisfazione dell’Osservatorio Civico guidato da Salvo Sorbello, insieme ai dirigenti Alberto Leone, Donatella Lo Giudice, Franco Cirillo e Cetty Moscatt. L’organismo sottolinea come le parole dell’assessore Faraoni confermino una tesi sostenuta con forza negli ultimi anni: Siracusa avrebbe i requisiti per ospitare un Dea di secondo livello.

Non si tratta di un dettaglio formale. Il riconoscimento di Dea di secondo livello comporta la presenza di reparti ad alta specializzazione, come cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia maxillo-facciale, chirurgia plastica, ematologia oncologica e terapia intensiva neonatale. Un salto qualitativo significativo che ridurrebbe la mobilità passiva dei pazienti verso altre province e alleggerirebbe la pressione sui grandi poli ospedalieri dell’isola.

I numeri della Sicilia e lo «spazio» per l’ottavo Dea

L’argomentazione dell’Osservatorio Civico si fonda anche su dati demografici e normativi. La Sicilia conta oggi poco più di 4 milioni e 800 mila abitanti. La normativa vigente prevede l’istituzione di un Dea di secondo livello ogni 600 mila abitanti. Attualmente in regione se ne contano sette: un dato che, secondo i promotori, lascia margine per l’attivazione di un ottavo presidio di secondo livello proprio a Siracusa.

Una prospettiva che, se confermata nei passaggi amministrativi e ministeriali, segnerebbe un cambio di paradigma per la sanità della Sicilia sud-orientale.

L’ultimo passaggio: il via libera del Mef

Resta ora un ultimo snodo istituzionale: il perfezionamento dell’Accordo di Programma con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, atto necessario per l’emissione del decreto definitivo di finanziamento. Solo dopo questo passaggio formale si potrà parlare di piena operatività della macchina amministrativa e di avvio concreto delle fasi esecutive.

Nel frattempo, le rassicurazioni dell’assessore Faraoni vengono accolte come un segnale di stabilità in un contesto che per troppo tempo è stato segnato da rinvii e incertezze. Per Siracusa, la costruzione del nuovo ospedale non è soltanto un’opera pubblica: è un banco di prova sulla capacità delle istituzioni di garantire il diritto alla salute in un territorio che chiede da anni strutture adeguate e servizi all’altezza delle esigenze della popolazione.

25 Febbraio 2026 | 09:48
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