Nel pomeriggio di sabato, un ragazzo appartenente a un gruppo scout ha vissuto momenti di grande difficoltà mentre si trovava in una zona particolarmente accidentata e lontana dai percorsi segnalati di Cavagrande del Cassibile. Durante un’attività all’aperto, il giovane – originario del siracusano – è scivolato lungo un pendio molto ripido, riportando un serio infortunio alla gamba.
Scattato l’allarme, si è immediatamente attivata una complessa macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico delle stazioni Etna Sud ed Etna Nord, affiancati dal personale del 118, dai Vigili del Fuoco e dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.
Una volta raggiunto, il ferito è stato sottoposto alle prime valutazioni mediche, quindi immobilizzato e messo in sicurezza su una barella. Il recupero si è rivelato tutt’altro che semplice: i soccorritori hanno dovuto utilizzare un articolato sistema di corde e paranchi per sollevarlo verso l’alto, trasferirlo su un tratto pianeggiante e successivamente calarlo lungo un lungo versante scosceso, completamente fuori dai sentieri battuti, fino a intercettare uno dei percorsi dell’area.
Raggiunto il sentiero, le operazioni sono proseguite con un’ulteriore risalita lungo un tracciato ripido e caratterizzato da numerosi gradoni, fino ad arrivare all’ingresso noto come “Scala Cruci”.
Solo a tarda notte il giovane è stato finalmente consegnato ai sanitari del 118, che lo hanno trasportato in ospedale per le cure necessarie. L’episodio riporta l’attenzione sull’importanza della prudenza: il Soccorso Alpino e Speleologico invita infatti a non abbandonare i percorsi ufficiali e a pianificare ogni attività in base alle reali capacità fisiche e tecniche del gruppo, così da evitare situazioni di pericolo.
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