Siracusa. Non solo l’ospedale, il caldo estremo soffoca anche le scuole: «Personale e studenti lasciati senza climatizzazione»

di Redazione

Dopo il caso del Pronto Soccorso dell’Umberto I, segnalata un’altra criticità diffusa negli Istituti Comprensivi di Siracusa: personale scolastico costretto a lavorare in ambienti privi di climatizzazione e, con la riapertura delle scuole, migliaia di studenti destinati ad affrontare ancora una volta il caldo nelle aule

Se il caldo asfissiante che ha investito il Pronto Soccorso dell’ospedale di Siracusa ha acceso il dibattito sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari e sull’assistenza ai pazienti, c’è chi invita a non fermarsi alle corsie dell’ospedale.

Dalla città arriva infatti una nuova segnalazione, giunta alla Redazione di Libertà Sicilia, che punta i riflettori su un’altra realtà spesso trascurata: quella degli Istituti Comprensivi, dove personale scolastico e, durante l’anno, migliaia di studenti sarebbero costretti a convivere con ambienti privi di un’adeguata climatizzazione.

A scrivere è una lettrice che chiede di mantenere riservata la propria identità. Nella sua lettera evidenzia come, in molti edifici scolastici del territorio siracusano, gli impianti di climatizzazione siano presenti soltanto in alcuni uffici amministrativi, mentre collaboratori scolastici, docenti e altro personale svolgerebbero quotidianamente le proprie attività in corridoi, aule e locali non climatizzati.

La segnalazione richiama l’attenzione anche su un aspetto spesso poco conosciuto dall’opinione pubblica: gli Istituti Comprensivi non interrompono completamente le proprie attività durante il periodo estivo. Gli edifici scolastici restano infatti aperti e il personale continua a garantire il funzionamento degli uffici e dei servizi, alternandosi nei turni di ferie. Proprio per questo, secondo quanto riferito dalla lettrice, le elevate temperature rappresenterebbero un problema che non riguarda esclusivamente il periodo delle lezioni, ma anche i mesi estivi.

Secondo quanto riportato nella comunicazione inviata alla Redazione, durante le recenti ondate di calore e le allerte meteo per temperature particolarmente elevate non sarebbero stati adottati specifici provvedimenti da parte del Comune di Siracusa a tutela del personale impegnato negli edifici scolastici privi di climatizzazione. Una circostanza che, se confermata, alimenterebbe il dibattito sulle misure necessarie per garantire condizioni di lavoro adeguate anche all’interno delle scuole.

La preoccupazione guarda già al prossimo anno scolastico. Tra poche settimane migliaia di studenti torneranno infatti sui banchi e, secondo la segnalazione, in numerosi Istituti Comprensivi dovranno affrontare lezioni in aule dove manca un sistema di climatizzazione efficace. Una situazione che, evidenzia la lettrice, potrebbe incidere sul benessere psicofisico, sulla concentrazione e sulla qualità delle attività didattiche, oltre che sulle condizioni di lavoro del personale.

Tra gli esempi citati figura il X Istituto Comprensivo “Giaracà” di Siracusa, indicato come uno degli istituti nei quali personale scolastico e studenti convivrebbero con ambienti non climatizzati. La stessa segnalazione precisa tuttavia che non si tratterebbe di un caso isolato, ma di una condizione che interesserebbe numerosi Istituti Comprensivi del territorio comunale.

La lettrice sottolinea di non voler mettere in secondo piano le criticità registrate in ambito sanitario. Al contrario, l’intento dichiarato è quello di richiamare l’attenzione su quella che definisce una “emergenza silenziosa”, che ogni estate coinvolgerebbe scuole, lavoratori e studenti, chiedendo che il tema venga affrontato con la stessa attenzione riservata ad altre situazioni di disagio.

La questione, dunque, va oltre il semplice disagio provocato dalle alte temperature e richiama il tema più ampio della sicurezza e della qualità degli ambienti destinati al lavoro e all’istruzione. Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte, il rischio è che il problema torni a ripresentarsi puntualmente, coinvolgendo ancora una volta personale scolastico e migliaia di studenti.

La speranza, espressa dalla lettrice, è che la segnalazione possa contribuire ad accendere i riflettori su una criticità che, pur interessando numerosi istituti del territorio, continua a ricevere un’attenzione limitata. Un confronto tra istituzioni, dirigenti scolastici ed enti competenti potrebbe rappresentare il primo passo verso interventi concreti, capaci di garantire condizioni di lavoro e di studio più sicure, dignitose e adeguate alle sempre più frequenti ondate di calore.

02 Agosto 2026 | 10:44
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