Domenica la Chiesa di Siracusa ha celebrato in Cattedrale la 48ª Giornata Nazionale per la Vita, dal tema «Prima i bambini!», ispirato dalle parole di Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli». La giornata è iniziata con un momento di accoglienza presso Piazza Minerva e il pellegrinaggio verso la Cattedrale. I saluti introduttivi sono stati dei Direttori dell’Ufficio di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Siracusa, Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, di Mons. Salvatore Marino, parroco della Cattedrale, del dott. Salvo Sorbello, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Provincia di Siracusa, e della Signora Nella Trapani, rappresentante del Centro Aiuto alla Vita.
Sono seguiti gli interventi dei relatori: l’Avv. Maria Suma, cofondatrice e vicepresidente dell’Associazione Meter ETS, che ha denunciato la drammatica realtà degli abusi sessuali sui minori e della pedopornografia online, definendoli una grave negazione della vita e della dignità dei bambini, un forte appello a prevenzione e responsabilità condivisa. “Sono 90 milioni, nel mondo – ha ricordato la rappresentante di Meter – i minorenni vittime di abuso sessuale e per abuso sessuale si intende il coinvolgimento di un minorenne in attività sessuali che lo stesso non comprende appieno, per le quali non è in grado di dare il consenso e per le quali il bambino non è preparato dal punto di vista dello sviluppo fisico e cognitivo, perché non ha la capacità, appunto, di autodeterminarsi nella sfera sessuale.

L’abuso sessuale, oltre alla violenza sessuale, a gli atti sessuali con minorenni e alla pedofilia, include lo sfruttamento di un minorenne nella prostituzione e l’utilizzo di minorenni per la produzione di materiale pornografico. Comportamenti previsti come reati dal nostro codice penale, che ledono la libertà psico-fisica del minorenne, compromettendo gravemente il suo sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale. Comportamenti che negano la vita, soprattutto nelle vittime di pedofilia. Le famiglie, allora, soprattutto in questo tempo, in cui ci sono “tanti bambini orfani con genitori vivi” (don Fortunato Di Noto), sono chiamate ad amare i bambini, ad accoglierli così come sono, nella loro unicità, e ad accompagnarli con responsabilità nella crescita, anche quando costa molta fatica, perché un bambino amato non sarà mai abusato”.
Il dott. Alessandro Drago, presidente del Comitato Provinciale di Siracusa per l’UNICEF, ha sottolineato che “Prima i bambini” non è uno slogan, ma un criterio etico e sociale per misurare l’umanità di una comunità. I bambini, spesso vittime di guerre, povertà e abusi, sono lo specchio del nostro futuro e chiamano tutti – istituzioni, educatori e adulti – a una scelta concreta di cura, responsabilità e speranza. UNICEF, da oltre settant’anni, cammina accanto ai bambini del mondo proprio con questo sguardo: uno sguardo che non si limita a commuoversi, ma che si traduce in azione, responsabilità e impegno quotidiano. Il Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana, con grande equilibrio, non si limita a denunciare le ingiustizie. Riconosce anche il bene silenzioso compiuto da tante persone e istituzioni che ogni giorno si prendono cura dei più fragili.

Nelle conclusioni, Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa, ha richiamato il valore della Giornata come occasione di confronto e di rete tra Chiesa e associazioni per sostenere le famiglie e promuovere un’autentica cultura della vita.
La giornata si è conclusa con la Celebrazione Eucaristica: alla luce del Vangelo delle Beatitudini, l’Arcivescovo ha ricordato: «è necessario che fondiamo la vita sulla dignità infinita della persona umana e sulla virtù teologale della fede che ci dona la vera vita», sottolineando che donare, custodire e proteggere i piccoli è il segno più alto di una vita vissuta come dono e l’impegno concreto per un mondo più umano, fraterno e giusto, riconoscendo in Dio la fonte di ogni vita e di ogni dono perfetto. “Celebrando la Giornata Nazionale della Vita – ha affermato l’arcivescovo di Siracusa – anche noi abbiamo riflettuto e ci siamo confrontati per arricchirci personalmente e per fare rete anche tramite le nostre associazioni e così sostenere le famiglie e promuovere la cultura della vita”.
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