Una tragedia annunciata, almeno secondo chi l’aveva messa nero su bianco due volte prima che accadesse. È quanto sostiene la denuncia-querela di 79 pagine depositata ieri presso la Procura della Repubblica di Siracusa da un cittadino attivo, a seguito della morte di un uomo colto da malore in acqua, l’8 luglio, nello specchio d’acqua adiacente al solarium pubblico “I Ru Frati”.
Il corpo è stato recuperato sugli scogli, a pochi metri dalla piattaforma in legno installata dal Comune per la stagione estiva. Secondo le testimonianze raccolte dall’esponente, sul posto non c’era né un salvagente né personale in grado di intervenire: sarebbero stati sette bagnanti a riportare l’uomo a riva, mentre si gridava “dov’è il bagnino”.
Le due diffide che nessuno ha ascoltato
Il cuore della denuncia sta in due atti formali, inviati via PEC nei mesi precedenti a Sindaco, Capitaneria di Porto, ARTA, Assessorato regionale alla Salute, Prefetto e Genio Civile:
- 15 maggio 2026 — l’esponente segnala l’installazione stagionale di solarium comunali (tra cui Ru Frati, Sbarcadero, Forte Vigliena, Mazzarrona) privi di servizio di salvataggio con bagnini abilitati, in presunto contrasto con l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto di Siracusa e con le disposizioni regionali.
- 17 giugno 2026 — dopo un consiglio comunale e dichiarazioni pubbliche dell’assessore competente che confermavano l’intenzione di allestire comunque le strutture, una seconda diffida chiede formalmente alla Giunta di non autorizzarle.
Nessuna delle due, secondo l’esposto, avrebbe prodotto un’azione preventiva.

Le ipotesi di reato
L’atto depositato chiede alla Procura di accertare responsabilità per:
- omicidio colposo in cooperazione causale (art. 589 c.p. in relazione all’art. 40 c.p.), sulla presunta posizione di garanzia del Comune quale ente installatore e custode delle strutture balneari;
- omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.);
- pericolo per l’incolumità pubblica (art. 450 c.p.).
Nel mirino, oltre al Sindaco — per legge massima autorità locale in materia di incolumità pubblica — anche Capitaneria di Porto e Polizia Municipale, per non aver esercitato, secondo la denuncia, i poteri di controllo e di inibizione dell’accesso alle strutture non conformi.
Il nodo del cartello: basta un avviso a esonerare il Comune?
Qui la vicenda tocca un punto tecnico che merita cautela. La normativa di settore non impone in modo automatico e uniforme il bagnino su ogni tratto di costa: la disciplina spetta alle ordinanze di sicurezza balneare delle Capitanerie di Porto e ai regolamenti regionali, che variano da zona a zona. Un Comune che scelga di non attivare il salvataggio ha comunque l’obbligo di apporre cartellonistica multilingue che segnali chiaramente l’assenza del servizio — apposizione che, in linea di principio, può contribuire a escludere la responsabilità civile e penale dell’ente.
Ma un elemento emerso in queste ore complica questo schema difensivo. L’Ordinanza di Sicurezza Balneare della Capitaneria di Porto di Siracusa n. 46/2025, datata 30 maggio 2025 — la denuncia cita un “45/2025”, numerazione che andrà verificata sul testo ufficiale — ha introdotto, secondo quanto riportato dalla stampa locale al momento della sua adozione, l’obbligo del servizio di salvataggio anche per le strutture elioterapiche e i solarium che si affacciano su specchi d’acqua balneabili. Se questo obbligo risultasse applicabile all’area dei Ru Frati, il solo cartello di avviso non basterebbe a sanare l’assenza del servizio: si tratterebbe di una violazione di un obbligo specifico, non di una semplice scelta amministrativa discrezionale.
Resta da accertare, testo alla mano, se la struttura di Ru Frati rientri esattamente in quella fattispecie e se la cartellonistica fosse comunque presente e conforme al momento della tragedia. Su questo dovrà pronunciarsi la Procura, non la cronaca.
Le richieste: dimissioni del Sindaco e chiusura dei solarium senza bagnino
L’esponente chiede le dimissioni immediate del Sindaco di Siracusa e la chiusura di tutti i solarium pubblici privi di attrezzature, postazioni e bagnini, ricordando che la Regione Siciliana ha stanziato quest’anno 800.000 euro proprio per attivare il servizio di salvataggio nei solarium e nelle spiagge pubbliche dei Comuni. Chiede inoltre al Consiglio Comunale di sfiduciare il Sindaco e alla Capitaneria di Porto di disporre la chiusura immediata delle strutture non presidiate.
In chiusura della denuncia, un pensiero alla famiglia della vittima, a cui l’esponente rivolge il proprio cordoglio.
Nota redazionale: quanto riportato riguarda i contenuti di una denuncia-querela depositata presso la Procura della Repubblica di Siracusa e costituisce, allo stato, una ricostruzione di parte. Le responsabilità penali ed eventuali profili di colpa restano da accertare in sede giudiziaria. Il riferimento all’Ordinanza 46/2025 e alla sua applicabilità all’area di Ru Frati necessita di verifica sul testo integrale del provvedimento.
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