Augusta. Cade dall’autocisterna e muore a 53 anni: tre indagati dalla Procura, disposta l’autopsia

di Redazione

Mentre gli inquirenti indagano per ricostruire la tragedia nel polo industriale di Augusta, l’attenzione si concentra sull’organizzazione del lavoro, sulla gestione dei rischi e sulle procedure di sicurezza. Intanto i sindacati rilanciano l’allarme: “Non si può morire lavorando”

Tre persone risultano coinvolte, in qualità di indagate, nell’inchiesta avviata dalla Procura di Siracusa per chiarire le circostanze della morte di Giuseppe Biundo, 53 anni, originario di Gela.

L’uomo, che lavorava come autotrasportatore, ha perso la vita in seguito a una caduta da un’autocisterna avvenuta all’interno di un’azienda del polo industriale di Augusta dove erano in corso attività di smaltimento dei reflui.

L’iscrizione nel registro degli indagati dei tre soggetti rappresenta un passaggio dovuto e rientra negli accertamenti necessari per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente. Gli investigatori sono chiamati ora a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto, verificando le modalità con cui erano state predisposte le attività lavorative e accertando se nell’area fossero state adottate tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza.

Tra gli accertamenti più importanti disposti nell’ambito dell’indagine figura l’esame autoptico, che verrà eseguito presso la camera mortuaria dell’ospedale di Lentini. All’operazione potranno prendere parte anche eventuali consulenti e periti indicati dalle parti, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

L’esame medico-legale potrà fornire informazioni decisive per completare il quadro investigativo, contribuendo a chiarire le cause del decesso e a ricostruire con maggiore accuratezza la sequenza degli eventi che ha preceduto la tragica morte dell’autotrasportatore.

Tuona la Cgil: “Non si può morire lavorando”

La tragedia di Biundo riporta così in primo piano anche nel Siracusano il tema degli incidenti sul lavoro. Si tratta del secondo episodio mortale registrato nel territorio in un periodo particolarmente delicato sul fronte della sicurezza, con le organizzazioni sindacali che tornano a sollecitare un rafforzamento delle attività di prevenzione e dei controlli.

Per la Cgil, la morte dell’autotrasportatore non può essere considerata semplicemente come una fatalità: «Non si può morire lavorando», ribadisce il sindacato, sottolineando la necessità di verificare ogni passaggio della catena organizzativa e produttiva. L’attenzione viene rivolta anche al sistema degli appalti e dei subappalti, particolarmente diffuso nei comparti industriali e logistici della provincia.

I dati regionali contribuiscono a delineare un quadro preoccupante. Al 31 maggio, in Sicilia risultavano 29 denunce di infortunio con esito mortale, contro le 22 registrate alla fine di aprile. Nel solo mese di maggio, dunque, si erano aggiunti sette nuovi casi. Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Vega sulla base dei dati Inail, nei primi cinque mesi del 2026 l’Isola aveva raggiunto un indice di incidenza pari a 17,5 morti ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 11,2.

Numeri che assumono un significato ancora più rilevante in una provincia come quella di Siracusa, dove convivono realtà industriali di grandi dimensioni, raffinerie, impianti petrolchimici, aziende metalmeccaniche, attività di manutenzione, trasporto e logistica. Un sistema nel quale operano quotidianamente anche numerose imprese esterne, appaltatrici e subappaltatrici. Proprio su questo punto la Cgil chiede che gli accertamenti della magistratura consentano di verificare ogni elemento dell’organizzazione del lavoro. Bisognerà comprendere, viene evidenziato dal sindacato, quali procedure fossero state adottate, se i rischi fossero stati individuati e valutati correttamente e se le misure di prevenzione previste fossero state concretamente applicate.

La Uil: “La cultura della sicurezza è carente”

Anche la Uil interviene sulla vicenda e richiama l’attenzione sulla necessità di un cambio di passo nella gestione della sicurezza. Ninetta Siragusa, segretaria provinciale del sindacato, sottolinea come la tutela dei lavoratori non possa essere considerata una voce secondaria o un semplice costo aziendale. «La cultura della sicurezza nel nostro Paese è ancora tragicamente carente», sostiene la dirigente sindacale, evidenziando come in alcuni contesti lavorativi la precarietà e la difficoltà di trovare un’occupazione possano finire per condizionare anche il comportamento dei lavoratori di fronte ai rischi. La Uil chiede quindi un rafforzamento dei controlli e delle ispezioni, insieme a una maggiore attenzione alla formazione del personale e all’applicazione delle norme. L’obiettivo, secondo il sindacato, deve essere quello di evitare che la sicurezza venga affrontata soltanto dopo che si è verificata una tragedia.

Nel frattempo, sul fronte giudiziario, saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a chiarire cosa sia realmente accaduto nei momenti che hanno preceduto la caduta di Biundo. L’autopsia prevista all’obitorio dell’ospedale di Lentini rappresenterà uno dei primi passaggi tecnici dell’inchiesta. Gli esiti dell’esame medico-legale, insieme agli altri accertamenti investigativi, potranno contribuire a ricostruire la dinamica dell’incidente e a individuare eventuali responsabilità.

L’iscrizione dei tre indagati, come sottolineato dagli inquirenti, costituisce al momento un atto necessario a garantire la possibilità di partecipare agli accertamenti irripetibili e non equivale a un’affermazione di responsabilità. Saranno gli sviluppi dell’indagine e gli elementi raccolti dalla magistratura a stabilire cosa sia accaduto e se vi siano state violazioni delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

17 Agosto 2026 | 10:30
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