Siracusa. L’incubo del racket, imprese sotto attacco: la solidarietà di politica e associazioni

di Redazione

Siracusa non vuole tornare indietro, serve mobilitazione corale. La risposta alla violenza passa dalla compattezza delle istituzioni, dal rafforzamento della sicurezza e dal coinvolgimento attivo della cittadinanza, per difendere il lavoro, la legalità e il futuro della città

L’ennesimo atto intimidatorio ai danni di un’impresa siracusana, riconducibile alla famiglia Borderi, riaccende i riflettori su una preoccupante escalation criminale che, nelle ultime settimane, sta colpendo il tessuto economico e sociale della città.

Recrudescenza che non passa inosservata e che trova una risposta immediata nella solidarietà trasversale della politica locale, dei movimenti civici e del mondo associativo, uniti nel condannare con fermezza una sequenza di episodi che alimenta paura e insicurezza tra imprenditori, lavoratori e cittadini.

Gilistro (M5s): “Criminalità tracotante”

Per la seconda volta in pochi giorni, un’azienda del territorio è finita nel mirino della criminalità, alimentando un clima di forte tensione. A intervenire con parole nette è l’onorevole Carlo Gilistro, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che parla di un segnale «chiaro e inequivocabile di una criminalità sempre più tracotante e pericolosa».

Secondo Gilistro, non è più sufficiente il pur fondamentale lavoro di forze dell’ordine e magistratura: «Serve un nuovo patto civico tra cittadini e istituzioni, una profonda assunzione di responsabilità, individuale e collettiva, che rimetta al centro la denuncia». Le esplosioni che si susseguono con inquietante regolarità, sottolinea, rappresentano «una sveglia che nessuno può più ignorare».

Grande Sicilia Siracusa : “Secondo grave atto intimidatorio. La città non deve sentirsi sola”

Solidarietà e forte preoccupazione arrivano anche da Grande Sicilia Siracusa. L’onorevole Giuseppe Carta, insieme al coordinatore cittadino Emiliano Bordone e al gruppo consiliare, esprime vicinanza alla famiglia Borderi, nuovamente colpita da un gesto di estrema gravità.

«Quando un imprenditore viene preso di mira due volte in così poco tempo – afferma Carta – non è più soltanto un attacco a una singola attività, ma un segnale che riguarda l’intera città». Da qui l’appello a istituzioni presenti, unite e riconoscibili, affinché nessuno si senta isolato.

Attentati dinamitardi, Civico 4: “Siracusa non può vivere sotto ricatto”

Negli ultimi trenta giorni Siracusa ha registrato una serie di attentati dinamitardi che hanno colpito diverse attività commerciali: dalla Pasticceria Brancato alla tabaccheria Mio Bar, fino al caseificio Borderi, colpito sia nella sede storica sia in un nuovo locale in apertura alla Marina di Ortigia. Episodi che, secondo il movimento Civico 4, non possono essere considerati isolati.

«Siracusa non può vivere sotto ricatto», afferma il leader Michele Mangiafico, che chiede un intervento straordinario immediato da parte di Prefettura, Questura e Governo, anche attraverso un rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio. «Difendere chi lavora onestamente significa difendere il futuro della città», ribadisce l’esponente.

Sinistra Futura: “Scatti vigilanza e mobilitazione democratica”

Sulla stessa linea la Federazione regionale e cittadina di Sinistra Futura, che parla apertamente di recrudescenza di intimidazioni ed estorsioni e richiama la memoria degli anni più bui già vissuti dal territorio.

«Questi atti – sottolinea il movimento guidato da Giuseppe Zappulla – colpiscono le attività economiche, la serenità delle famiglie e la sicurezza stessa della città». Da qui l’invito a una mobilitazione democratica e civile, capace di impedire l’isolamento degli imprenditori e di ribadire con forza il rifiuto della violenza.

Magnano e Miceli di CNA: “La città sana reagisca, serve una mobilitazione corale”

A unirsi al coro di solidarietà è anche CNA Siracusa. La presidente Rosanna Magnano e il segretario territoriale Gianpaolo Miceli parlano di un gesto vile che colpisce non solo un’eccellenza del territorio, ma l’intera comunità produttiva. Pur riconoscendo l’impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine, CNA chiede un segnale che vada oltre l’azione repressiva.

«Siracusa è una città sana – sottolineano – e non può accettare di essere messa sotto scacco». Da qui l’auspicio di una mobilitazione corale e inclusiva, per affermare pubblicamente che la città non intende arretrare di fronte all’illegalità.

Il messaggio che emerge, trasversale a schieramenti politici e realtà associative, è chiaro: Siracusa non vuole tornare indietro. La risposta alla violenza passa dalla compattezza delle istituzioni, dal rafforzamento della sicurezza e dal coinvolgimento attivo della cittadinanza, per difendere il lavoro, la legalità e il futuro della città.

15 Gennaio 2026 | 16:49
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