Nelle reti idriche siracusane si perde ancora il 65% dell’acqua potabile: è la rilevazione dell’Ati. Il dato ufficiale sulle dispersioni delle condotte in provincia è impietoso: oltre un terzo delle risorse idriche non arriva.
Le reti comunali di distribuzione erogherebbero ogni giorno, per gli usi autorizzati, 214 litri di acqua potabile per abitante (36 litri in meno degli anni precedenti). Nel 2023 è al 28,8% la quota delle famiglie che non si fidano a bere acqua di rubinetto (stabile rispetto al 2022).
Tra i Paesi Ue27 dell’area mediterranea, l’Italia è tra quelli che utilizzano maggiormente acque sotterranee, prelevate da pozzi e sorgenti, per soddisfare le richieste idropotabili della popolazione.
Il Centro di Ricerca sugli enti pubblici ha condotto un’analisi sulle criticità nella gestione delle risorse idriche in Italia. In particolare la verifica ha riguardato i capoluoghi di provincia ed è emerso che oltre un terzo dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione viene dispersa. In Sicilia – in base ai dati del Centro di Ricerca – il maggiore livello di dispersione si registra a Siracusa con il 65%, nonostante i celeri interventi a seguito improvvise di rottura tubazione obsolete. Siracusa seguita – tra i capoluoghi dell’Isola – da Messina (58%), Agrigento (52%) e Palermo (50%).
I dati dell’indagine che sono stati diffusi non comprendono i capoluoghi di provincia con dispersioni inferiori al 50%. Nella tabella del “Centro Rep” non figura pertanto Caltanissetta, dove comunque si stima che le perdite siano vicine ad un terzo dell’acqua immessa nella condotta. E dove c’è già un finanziamento da 4 milioni di euro per la nuova rete urbana.
L’ultimo dato ufficiale sulle dispersioni, che però riguarda l’intera provincia, è quello allegato alla recente relazione approvata dall’Ati di Caltanissetta, l’Assemblea territoriale idrica, in sede di approvazione delle nuove tariffe da applicare agli utenti del Nisseno per i consumi dell’acqua. In tale relazione, passata al vaglio dei sindaci lo scorso mese di febbraio, si faceva riferimento esplicito alle «criticità dovute alla precarietà in cui versano le reti di distribuzione interna» e che comportano «notevolissime perdite lungo le reti stesse», si legge.
«Dalle rilevazioni effettuate – riportiamo testualmente – si evince che al 31 dicembre 2023 la percentuale dell’acqua dispersa per l’inefficienza delle reti di distribuzione e di adduzione è pari al 38,6%. Tale situazione comporta una distribuzione idrica di tipo turnato nella quasi totalità dei 22 Comuni gestiti da Caltaqua».
Dunque l’Ati rimarca che per ogni 100 litri di acqua erogata, oltre 38 si disperdono attraverso le reti colabrodo. Un dato impietoso in un contesto di mutamenti climatici caratterizzati da fenomeni di siccità sempre più frequenti.
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