Nel giorno del Martirio di Sant’Agata, mentre Catania si raccoglie attorno alla sua Patrona in una delle feste religiose più partecipate del Mediterraneo, anche Siracusa segna una presenza forte e autorevole. A rappresentare la Chiesa siracusana nel cuore delle celebrazioni agatine è l’arcivescovo metropolita, monsignor Francesco Lomanto, chiamato a presiedere uno dei momenti liturgici più significativi dell’intera giornata.
La città etnea vive ore intense di fede e tradizione sin dal mattino, quando la Cattedrale apre le porte al solenne pontificale che dà ufficialmente avvio alla giornata. Poco prima, dal Palazzo arcivescovile prende forma il lungo corteo liturgico, presieduto da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi e vescovo emerito di Gozo, affiancato dagli arcivescovi e dai vescovi di Sicilia, dai canonici, dai vicari episcopali e foranei, dal clero cittadino e dai seminaristi. Un’immagine corale della Chiesa siciliana, nella quale Siracusa trova piena rappresentanza.
Accanto alla dimensione ecclesiale, si rinnova anche il tradizionale omaggio delle istituzioni civili: le autorità, scortate dai gonfaloni di città, provincia e università, si muovono da Palazzo degli Elefanti verso la Cattedrale, ribadendo il legame profondo tra la comunità civile e la sua Patrona. Il servizio liturgico è affidato agli alunni del Seminario interdiocesano, mentre la Cappella musicale del Duomo cura l’animazione del canto, accompagnando la preghiera dei fedeli.

Tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, la Cattedrale diventa il fulcro di una partecipazione ininterrotta, con la celebrazione di Sante Messe ogni ora. È però alle 16 che la giornata assume un significato particolare anche per Siracusa: la celebrazione eucaristica viene infatti presieduta da monsignor Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa, la cui presenza sottolinea il legame storico, spirituale e pastorale tra le due Chiese. Un gesto di comunione che rafforza il senso di unità dell’episcopato siciliano attorno alla figura di Sant’Agata.
Nel tardo pomeriggio, alle 17, dopo lo spettacolo pirotecnico, si apre uno dei momenti più attesi della festa: il tradizionale “giro interno” del fercolo. Il percorso prende avvio lungo via Etnea, con una prima sosta davanti alla Collegiata per l’omaggio floreale del Capitolo dei canonici e dei soci del Circolo Sant’Agata. La processione prosegue poi verso via Caronda e piazza Cavour, dove l’associazione Sant’Agata al Borgo rende un ulteriore tributo alla Santa, accompagnato dalle riflessioni del parroco Enzo Fatuzzo, vicario foraneo.
Il cammino devozionale continua tra via Etnea, via Sangiuliano e via Crociferi, fino alla Chiesa di San Benedetto. Qui le Monache benedettine dell’Adorazione perpetua offrono il loro omaggio alla Patrona, arricchito dalle meditazioni del vicario episcopale per la cultura, monsignor Antonino La Manna.
Il rientro del fercolo è previsto all’alba del nuovo giorno, attraversando piazza San Francesco d’Assisi, via della Lettera e via Garibaldi fino a piazza Duomo, a conclusione di una notte di fede che unisce Catania e Siracusa in un’unica, profonda devozione.
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