Giuseppe Carta, Giovanna Porto e Francesco ItaliaA Siracusa la politica sembra ormai aver definitivamente smarrito i vecchi confini. Destra, sinistra e centro si intrecciano, si sovrappongono e, soprattutto, sembrano diventare strumenti di una partita molto più ampia: quella per il controllo politico della città nei prossimi anni.
E Francesco Italia, ancora una volta, si trova al centro di questo gioco. Eletto sindaco con il sostegno del centrosinistra, dopo aver sfidato un candidato espressione del centrodestra e dell’area di Forza Italia, Italia ha costruito nel tempo una collocazione politica sempre più difficile da ricondurre agli schieramenti originari. Oggi il suo percorso potrebbe portarlo verso un nuovo approdo. E questa volta la direzione potrebbe essere quella del centro moderato e dell’area di Forza Italia. Non è ancora una scelta ufficiale. È uno scenario politico, un’ipotesi che dovrà essere verificata dai fatti. Ma gli elementi che si stanno componendo meritano attenzione.
Quella fotografia dice molto
C’è poi una fotografia che, più di tante dichiarazioni ufficiali, può essere letta come il simbolo di questa nuova stagione. Nella stanza del sindaco di Siracusa compaiono insieme Francesco Italia, il sindaco di Melilli Giuseppe Carta e il nuovo assessore Giovanna Porto. Una fotografia istituzionale, certamente. Ma politicamente non può essere ignorata.
La presenza di Carta accanto al sindaco di Siracusa, proprio nello spazio nel quale vengono assunte le decisioni amministrative più importanti della città, trasmette inevitabilmente l’immagine di una vicinanza politica e istituzionale sempre più significativa. La fotografia, da sola, non dimostra accordi o intese. Ma in politica anche le immagini possono avere un peso.
E quella immagine sembra raccontare un messaggio preciso: Peppe Carta è ormai un interlocutore che conta anche negli equilibri politici di Siracusa.
Giovanna Porto, un’altra tessera del mosaico
A completare la scena c’è Giovanna Porto, oggi assessore alle politiche sociali, già consigliera comunale eletta nella lista di Fratelli d’Italia nell’area politica di Luca Cannata. Anche in questo caso non è la persona a essere in discussione. È il significato politico della scelta.
Perché affidare una delega particolarmente delicata come quella delle politiche sociali a un’esponente proveniente da quell’area politica pone una domanda inevitabile: che cosa è rimasto dell’originaria collocazione politica con la quale Francesco Italia arrivò a Palazzo Vermexio? E cosa pensano oggi i militanti e gli elettori del centrosinistra siracusano di fronte a un’amministrazione che sembra muoversi sempre più verso un’area moderata e trasversale? Sono domande alle quali prima o poi qualcuno dovrà rispondere.
Il ruolo di Carta nella partita siracusana
Il vero nodo, però, è Giuseppe Carta. Il sindaco di Melilli ha assunto negli ultimi anni un peso politico che va ben oltre i confini del suo Comune. La sua capacità di costruire rapporti e aggregazioni nell’area moderata lo rende uno dei protagonisti della partita che si prepara anche a Siracusa. Ed è qui che il possibile rapporto politico con Italia diventa particolarmente interessante. Se Carta dovesse diventare uno degli artefici del nuovo equilibrio moderato siracusano, la successione a Francesco Italia potrebbe essere condizionata da un quadro politico completamente diverso da quello immaginato fino a qualche tempo fa. Nel frattempo, sul fronte della futura candidatura a sindaco, continuano a circolare i nomi di Alessandro Di Mauro, Giuseppe Assenza e Marco Zappulla. Una corsa a tre che potrebbe però essere profondamente modificata dalla nascita di nuove alleanze.
Italia e il possibile approdo in Forza Italia
Ed è qui che entra in campo lo scenario più interessante. Una possibile evoluzione politica di Francesco Italia potrebbe passare dall’area di Raffaele Lombardo e Grande Sicilia, fino a una convergenza con Forza Italia e con il progetto nazionale di Antonio Tajani. Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, il sindaco di Siracusa potrebbe ritrovarsi al centro di una nuova aggregazione moderata, con ambizioni che potrebbero andare anche oltre Palazzo Vermexio. E non sarebbe difficile immaginare che, in prospettiva, possa aprirsi anche una partita per una candidatura parlamentare nazionale.
Oggi è soltanto uno scenario. Domani potrebbe diventare una scelta politica.
Il centro rischia di diventare una fortezza
Ma la questione più importante non riguarda soltanto il futuro personale di Francesco Italia. Riguarda gli equilibri dell’intera città. Perché l’eventuale saldatura tra l’area di Italia, Grande Sicilia e Forza Italia potrebbe creare un blocco moderato politicamente molto forte, capace di raccogliere amministratori, consiglieri, gruppi civici e pezzi di elettorato oggi distribuiti tra forze diverse. Una sorta di sbarramento al centro. E quando un’area politica diventa sufficientemente grande da occupare quasi tutto lo spazio moderato, agli altri partiti non resta che contendersi ciò che rimane. È questo il vero rischio per le forze politiche che oggi guardano alla successione di Italia: ritrovarsi fuori dal gioco prima ancora che la partita elettorale abbia ufficialmente inizio.
Il vero interrogativo è: chi comanda a Siracusa?
Alla fine, dunque, la domanda non è soltanto dove andrà Francesco Italia. La domanda è molto più importante:
chi sta costruendo il prossimo sistema di potere politico a Siracusa?
Perché se l’asse tra Italia, Carta, Grande Sicilia e Forza Italia dovesse prendere forma, ci troveremmo davanti non a un semplice cambio di casacca, ma alla costruzione di un nuovo blocco politico. E quella fotografia nella stanza del sindaco, con Carta accanto a Italia e al nuovo assessore Porto, potrebbe allora essere ricordata come una delle immagini che hanno anticipato il cambiamento. Naturalmente, sarà il tempo a dire se si tratta soltanto di una coincidenza istituzionale o dell’anticipazione di una strategia politica.
Ma una cosa è certa: a Siracusa la partita per il dopo Italia è già cominciata. E stavolta non si giocherà soltanto per Palazzo Vermexio.
Si giocherà per decidere chi occuperà il centro della politica siracusana e chi, invece, sarà costretto a guardare la partita dalla tribuna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

