Siracusa. Pistole vere costruite su commissione, blitz all’alba: sgominata banda criminale, 5 misure cautelari

di Anthony Maria Bianca

Dalle armi a salve alle pistole perfettamente funzionanti: l’indagine della Squadra Mobile ha ricostruito il sistema del sodalizio, tra clienti procacciati, materiali acquistati per le modifiche e armi realizzate anche su specifica richiesta degli acquirenti. Durante le perquisizioni trovata una calibro 9, completa di munizioni, e pronta a sparare

Armi a salve trasformate in pistole vere, clienti da reperire, componenti da acquistare e modifiche realizzate anche su commissione, dopo aver concordato il prezzo con gli acquirenti.

È questo il quadro delineato dall’indagine della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, che nelle prime ore della mattinata ha dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa nei confronti di cinque persone, ritenute, allo stato delle indagini, coinvolte a vario titolo e in concorso nei reati di fabbricazione, detenzione e cessione a terzi di armi comuni da sparo.

L’attività investigativa, descritta dagli inquirenti come articolata e complessa, avrebbe consentito di ricostruire il funzionamento del sodalizio criminale e i compiti attribuiti ai singoli indagati. Un sistema nel quale, secondo l’ipotesi accusatoria, le armi a salve venivano sottoposte a modifiche tali da renderle perfettamente funzionanti come armi letali.

Non si sarebbe trattato soltanto di interventi effettuati su armi già nella disponibilità degli indagati. Gli investigatori avrebbero infatti accertato anche la realizzazione di alcune pistole su specifica richiesta degli acquirenti, con il prezzo della commessa concordato in precedenza.

A ricostruire il modus operandi sarebbero state soprattutto le attività tecniche di intercettazione. Gli elementi raccolti avrebbero permesso agli investigatori di delineare i diversi ruoli all’interno del gruppo: dal procacciamento dei potenziali clienti interessati all’acquisto delle armi fino al reperimento del materiale necessario per procedere alle modifiche.

Un passaggio dell’operazione ha portato inoltre al ritrovamento di un’arma già trasformata. Nel corso delle perquisizioni eseguite nell’ambito dell’inchiesta, gli agenti hanno rinvenuto nell’abitazione di uno degli indagati, un 22enne siracusano, una pistola calibro 9 marca Bruni, modello 84, completa di munizionamento. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’arma era stata modificata ed era perfettamente funzionante.

Il ritrovamento ha fatto scattare per il giovane anche l’arresto in flagranza di reato. Dopo gli adempimenti di rito, il 22enne è stato condotto nel carcere di Cavadonna. Per gli altri quattro indagati il Gip ha disposto misure cautelari differenti. La custodia cautelare in carcere è stata applicata nei confronti di un uomo di 48 anni e di un altro giovane di 22 anni. Un 27enne è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per un 33enne è stato disposto l’obbligo di dimora.

L’inchiesta dovrà ora passare al vaglio della magistratura nel corso dell’iter processuale. Resta fermo il principio di non colpevolezza, previsto dalla Costituzione, sino al terzo grado di giudizio. Sarà l’autorità giudiziaria, nel prosieguo del procedimento, a valutare gli elementi raccolti e a stabilire le eventuali responsabilità penali per gli indagati.

di Anthony Maria Bianca 14 Settembre 2026 | 12:30
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