«Gli interventi urbanistici che stanno interessando la Borgata lasciano quantomeno interdetti. Piazza Euripide ha perduto definitivamente la sua forma originaria, oltre alla macchia di annoso verde (alcuni pini) che ne occupava la parte centrale.
Delle vie che costeggiavano l’unica aiuola centrale, ne rimane a stento una; l’altra è diventata parte della Piazza. Avranno, progettista ed UTC tenuto conto del deflusso delle acque meteoriche in quella zona, anche in considerazione della consistenza e della durata delle stesse per le mutate condizioni climatiche?
Quando piove a secchiate, Corso Timoleonte si trasforma in un fragoroso torrente che supera pure il livello dei marciapiedi. A piedi è impossibile percorrerlo, a meno di calzare gli stivali; le auto stesse procedono con grande cautela e con non pochi rischi. In Piazza Euripide questo inverno sono ricomparsi i sacchetti di sabbia agli ingressi degli esercizi commerciali per evitare allagamenti. Ora quel tratto di strada, rialzato, è diventato parte della “piazza”, con una sola griglia di smaltimento.
Poi, rotatorie su rotatorie, marciapiedi come piazze e strozzature a volontà. Sono state tenute in conto le caratteristiche della mobilità complessiva in quella zona, parcheggio degli autobus per gli studenti del liceo compreso? E le colonne di auto che si formano, essendo tutte incanalate su Via Ierone II? O dovremo tutti andare a piedi e prendere il sole sul marciapiede-piazza davanti al Palazzo degli Studi?
Si osserva che l’intervento su Piazza Euripide ha una strana somiglianza con quello eseguito diversi anni fà sulla storica Piazza Verdi di La Spezia: anche lì fu tagliato un gran filare di pini, la piazza divenne una spianata e, ad ornamento, furono installati alcuni portali colorati. Da un capo all’altro dell’Italia, piazze come spianate e portali come ornamento?
Per ultimo, qualche giorno fà è stato demolito l’antico sottopasso pedonale tra Via Agatocle e Via Arsenale (risale al 1871, anno di inaugurazione della tratta Lentini – Siracusa) che, per disposizione della Soprintendenza, fu risparmiato quando fu smantellata la ferrovia a seguito della modifica del tracciato. Quel piccolo ed inoffensivo manufatto era l’unico segno rimasto del tracciato storico della ferrovia. Leggo che “probabilmente il dirigente del Comune nel momento in cui doveva validare il progetto avrebbe dimenticato di … calare la prescrizione della Soprintendenza” che avrebbe impedito la demolizione del manufatto. Allora, tutto a posto così? Una dimenticanza, e via?
A nessuno del cantiere è venuto in mente di chiedere il perché della sua mancata demolizione al tempo della rimozione dell’armatura della linea ferrata o il perché di quella ringhierina di recinzione? Che qualcosa avrebbe dovuto significare! Se qualcuno volesse risolvere giustificando quella demolizione con il degrado, vada a vedere in che condizioni si trova il verde ricavato dal primo tratto del sedìme, dietro le palazzine di Via Armando Diaz: sporcizia in quantità e bivacchi di nullafacenti a tutte le ore.
Il degrado affligge da tempo, nella più totale indifferenza, tutta la Borgata. Rifiuti, ingombranti e non, sempre negli stessi punti; le aiuole degli alberi di Via Mosco e di Corso Timoleonte (dove gli alberi resistono ancora) adibite a depositi di spazzatura, orinatoi, ricettacoli di escrementi animali. Uno scempio.
Non essendo stata adottata alcuna forma di condivisione con la Città in ordine ad interventi di tale portata in un quartiere storico, ancor più in assenza del Consiglio Comunale, ed essendo del tutto ignorato il decoro, Italia Nostra ritiene non più differibile, e richiede con urgenza, l’istituzione di una CONSULTA per l’URBANISTICA e il DECORO, che veda partecipi i “soggetti collettivi portatori di interessi diffusi” a scelte di tale portata e al decoro dei quartieri.
Le Consulte (ne sono state istituite tante, per le più diverse esigenze) sono punti fermi di una gestione democratica della res publica perché consentono alla società civile organizzata (associazioni, sindacati, ecc.) di rappresentare ragioni altre rispetto a quelle della politica. Ragioni e punti di vista che possono contribuire alla migliore gestione delle problematiche della comunità cittadina, per una città, tutta, all’altezza della sua storia». Lo comunica per il Consiglio Direttivo, la Presidente Liliana Gissara
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