Siracusa. Il Rizza lascia via Diaz: si consuma il trasloco forzato dopo 104 anni di storia

di Redazione

Ricorsi respinti, comunità in rivolta: partite oggi le operazioni verso la nuova sede di via Modica

Da sx: Cosimo Burti (F.I.), Paolo Cavallaro e Paolo Romano (FdI), Alessandra Barbone (F.I.) e Sara Zappulla (PD)

Questa mattina, alle otto in punto, sono iniziate le operazioni di trasloco dell’Istituto Superiore “A. Rizza” dalla sua sede storica nel Palazzo degli Studi di viale Diaz.

Una data non scelta a caso: a pochissimi giorni dalla campanella del nuovo anno scolastico, decine di operai hanno iniziato a smontare banchi, armadi e archivi di una scuola che da 104 anni rappresentava un punto di riferimento identitario per la città.

Una decisione calata dall’alto

Dietro l’operazione c’è la delibera del 23 dicembre 2025, con cui il Libero Consorzio Comunale di Siracusa ha ridisegnato la mappa degli istituti superiori cittadini in nome del risanamento finanziario dell’Ente, in dissesto dal 2018. Il calcolo è presto fatto: dismettere alcune locazioni passive per generare, a regime dal 2028, un risparmio annuo stimato in oltre 618 mila euro. Una cifra importante sulla carta, ottenuta però al prezzo dello sradicamento di una comunità scolastica dalla propria sede storica, senza che — secondo chi si è opposto — venisse davvero costruito un percorso condiviso con la scuola coinvolta.

Il Rizza al posto dell’Insolera, il Palazzo al Corbino: ricorsi respinti, ferita aperta

L’istituto trasloca nei locali di via Modica, finora occupati dall’Insolera, mentre l’intero Palazzo degli Studi passerà al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “O.M. Corbino”. Un rimescolamento di sedi deciso a tavolino, che ha coinvolto la comunità del Rizza come variabile sacrificabile di un’equazione contabile.

Il piano non è passato senza opposizione. Due docenti, sostenuti dal comitato “Tuteliamo l’Istituto Rizza”, avevano presentato ricorso al TAR di Catania denunciando lo sradicamento identitario della scuola, presente in viale Diaz sin dagli anni Trenta, oltre ai rischi per le iscrizioni future e per i fondi del PNRR. Sia il TAR, a fine agosto, sia il Consiglio di Giustizia Amministrativa, a luglio, hanno però respinto le richieste, ritenendo le esigenze di riorganizzazione dell’Ente prevalenti su quelle della comunità scolastica. Anche sul fronte politico non sono mancate le prese di posizione critiche: il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Romano, ha ribadito con fermezza il proprio dissenso, sottolineando come la sede di viale Diaz custodisse da oltre un secolo un pezzo importante della memoria e dell’identità della città.

Una scuola, non un ufficio da spostare

Al netto delle motivazioni di bilancio – pur legittime, viste le condizioni finanziarie dell’Ente – resta il nodo del metodo: una decisione presa a tavolino, confermata nei tribunali amministrativi più per assenza di vizi procedurali che per un reale confronto con chi quella scuola la vive ogni giorno. Studenti, famiglie e personale si ritrovano oggi, a ridosso dell’apertura dell’anno scolastico, a fare i conti con un trasferimento vissuto — nelle parole di chi lo racconta da dentro — come un mix di rabbia, amarezza e rassegnazione. Il rischio, denunciano i critici, è che il risparmio sui canoni di locazione si traduca in un costo ben più difficile da quantificare: quello della continuità didattica e del senso di appartenenza di una comunità scolastica.

02 Settembre 2026 | 10:40
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