Quarant’anni possono separare nel tempo, ma non cancellare i legami costruiti tra i banchi di scuola. È stata una giornata intensa, carica di emozione e di ricordi condivisi quella vissuta nello storico Cortile dell’Antico Gargallo, in via Gargallo a Ortigia, dove gli ex alunni della classe III E del Liceo Classico “Tommaso Gargallo”, maturatisi nel 1986, si sono ritrovati per celebrare il quarantesimo anniversario del diploma insieme ai loro storici professori Mario Blancato ed Egidio Ortisi.
L’incontro si è aperto con la presentazione dell’ultimo libro autobiografico del professor Egidio Ortisi, “λήσω – leso. Storia professionale di un precoce, visionario, minchiataro”. A dialogare con l’autore è stato il professor Mario Blancato, mentre la conversazione è stata moderata dalla giornalista Laura Valvo. Un momento che ha permesso di ripercorrere non solo la vicenda umana e professionale di Ortisi, ma anche una stagione della scuola siracusana che ha lasciato un segno profondo in intere generazioni di studenti.
Successivamente hanno preso la parola alcuni ex allievi della III E, le cui testimonianze sono state raccolte in un volumetto realizzato come tributo ai due docenti. Tra gli interventi più significativi quelli del senatore Antonio Nicita e del magistrato Antonio Nicastro, che hanno ricordato il valore formativo dell’esperienza vissuta al Gargallo e il ruolo determinante svolto dai loro insegnanti nella crescita personale e professionale di ciascuno.
L’iniziativa, promossa dalle ex allieve Francesca Catalano, Stefania Mirabella e Anna Spadaro, ha presto assunto il significato di una vera festa della comunità scolastica gargallina. Accanto agli ex studenti della III E, arrivati da diverse parti d’Italia per partecipare all’evento, erano presenti numerosi altri ex alunni, docenti storici e professori di altre sezioni del liceo, tutti accomunati dal desiderio di ritrovarsi e di condividere una memoria collettiva che continua a vivere nel tempo.
Il momento più intenso della giornata è stato l’abbraccio tra gli ex alunni e il professor Egidio Ortisi, storico docente di Lettere, accolto con un lungo e caloroso applauso. Al suo fianco il professor Mario Blancato, compagno di un percorso didattico che ha segnato un’epoca. Durante il dialogo tra i due docenti sono stati ripercorsi gli anni di insegnamento, la nascita di un metodo educativo innovativo e il cammino condiviso con quella che tutti continuano a definire una classe “speciale”.
Entrato in ruolo al ginnasio a soli trentatré anni, Egidio Ortisi conquistò immediatamente i suoi studenti grazie a uno stile d’insegnamento innovativo, rigoroso e profondamente coinvolgente. Alla passione educativa affiancò un intenso impegno politico e istituzionale, ricoprendo negli anni gli incarichi di sindaco di Floridia e di deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana. Insieme a Mario Blancato avviò proprio con la III E un percorso sperimentale che accompagnò gli studenti dal ginnasio fino all’esame di maturità, trasformando la classe in un laboratorio di crescita culturale e civile.
Il Liceo Classico “Tommaso Gargallo” ha rappresentato per generazioni di siracusani un autentico punto di riferimento culturale, un luogo dove si sono formate non soltanto competenze, ma soprattutto coscienze. Un sentimento espresso con particolare efficacia dal senatore Antonio Nicita, che ha sintetizzato il significato dell’incontro con parole di grande intensità: «Il ritorno nel cortile del Gargallo di Egidio Ortisi, lucido e ironico come allora, e di Mario Blancato, rigoroso e tagliente, ha confermato il valore del loro insegnamento: non un semplice passaggio di nozioni, ma una bussola di umanità e libertà che ha forgiato le donne e gli uomini che i loro studenti sono diventati oggi».
Più che una semplice rimpatriata, quella della III E è stata una celebrazione della scuola come luogo di formazione permanente, capace di lasciare un’impronta destinata a durare ben oltre il tempo degli studi. Un incontro nel quale la memoria si è trasformata in riconoscenza, restituendo il senso più autentico del rapporto tra maestri e allievi e confermando come il valore dell’educazione possa attraversare i decenni senza perdere la propria forza.
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