Un’ombra scura avvolge contrada Piano Milo e scuote il cuore della provincia siracusana. La morte del 35enne britannico John Benjamin Braithwaite, originario di Leeds, si è trasformata in un vero e proprio rebus giudiziario per la Procura di Siracusa, che non esclude alcuna pista: dall’omicidio all’istigazione al suicidio, fino al tragico gesto autonomo.
Nella notte tra domenica e lunedì, quel rettangolo di terra battuta, abituale rifugio della comunità hippie locale, ospitava una decina di persone. Tra tende, ripari di fortuna e il silenzio della macchia mediterranea, si è consumato il tragico epilogo.
Stando alle prime ricostruzioni, sono stati proprio alcuni occupanti ad accorgersi del corpo ormai quasi privo di vita di Braithwaite, che da circa tre anni aveva fatto di quell’angolo della provincia aretusea la sua casa. I soccorsi disperati prestati sul posto e la successiva chiamata al 118 e ai Carabinieri del Nucleo Investigativo si sono rivelati del tutto inutili: per il giovane inglese non c’era più nulla da fare.
Le testimonianze sotto la lente
Le testimonianze di chi era a Piano Milo quella notte sono diventate una delle chiavi dell’inchiesta. I carabinieri stanno scavando nelle ore che hanno preceduto la tragedia, confrontando dichiarazioni e ricostruzioni e rileggendo ogni verbale alla ricerca di una crepa. Basta una contraddizione, un dettaglio fuori posto, una sfumatura apparentemente insignificante per cambiare il quadro dell’indagine
Per evitare che qualcuno possa lasciare il territorio prima della conclusione degli accertamenti, agli ascoltati sarebbe stato notificato anche un formale divieto di allontanamento.
Nel registro degli indagati risultano inoltre iscritti alcuni nomi. Un passaggio che, in questa fase, non equivale a una responsabilità accertata: l’iscrizione può essere necessaria per consentire agli interessati di partecipare agli accertamenti irripetibili e garantire pienamente il diritto di difesa.
La Procura mantiene il massimo riserbo sui nominativi e sugli sviluppi investigativi. Una cautela comprensibile in un’inchiesta ancora nella sua fase iniziale, nella quale ogni ipotesi dovrà essere verificata attraverso riscontri oggettivi.
La pista erotica
Nel frattempo, a spingere le indagini verso una svolta decisiva sarà la scienza medica. L’autopsia, fissata per il 22 settembre, presso l’obitorio dell’ospedale di Lentini, dovrà chiarire l’esatta causa del decesso e spiegare l’origine di un dettaglio chiave: una lesione marcata al collo riscontrata dai primi soccorritori.
Tra le varie ipotesi al vaglio degli investigatori, spunta con insistenza anche la pista di una pratica erotica finita nel peggiore dei modi, ma si tratta per ora soltanto di un tassello all’interno di un quadro ben più complesso.
Con il sequestro preventivo dell’area di Piano Milo, il gruppo nomade si sarebbe già riorganizzato migrando verso i territori tra Sortino e Carlentini, dove la presenza di punti d’acqua favorisce il raduno della comunità.
Intanto la vicenda ha travalicato i confini nazionali: a Siracusa sono giunti i familiari della vittima arrivati da Leeds, assistiti dal personale dell’ambasciata del Regno Unito. In attesa di poter riportare la salma a casa per il funerale, la famiglia segue da vicino ogni singolo passo di una verità ancora lontana dall’essere scritta.
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