Il futuro dell’Idroscalo ‘De Filippis’ di via Elorina torna al centro del confronto cittadino, ma con una posizione netta da parte dell’Associazione Culturale Lamba Doria. Se negli ultimi mesi il dibattito si era acceso attorno all’ipotesi di una demilitarizzazione dell’area per trasformarla in uno spazio civile fruibile dalla collettività, oggi l’associazione guarda con favore alla decisione del Ministero della Difesa di rafforzarne la funzione logistica.
Secondo il direttivo, la scelta di consolidare il sito quale base alternata a supporto delle forze aeree e delle componenti civili rappresenta un passaggio di grande rilevanza strategica per l’intero territorio. L’infrastruttura, già storicamente legata alla presenza militare, viene così proiettata in una dimensione moderna di utilizzo “dual use”, ovvero capace di integrare esigenze operative militari con finalità di protezione e supporto alla collettività.
Per Lamba Doria, il valore dell’Idroscalo nel contesto del Sud-Est della Sicilia non può essere ridotto a una semplice questione urbanistica o estetica. Una struttura attrezzata, efficiente e pronta all’impiego costituisce infatti un presidio fondamentale in caso di emergenze di vasta portata. In un’area come quella siracusana, caratterizzata dalla presenza di un importante polo petrolchimico e da una vulnerabilità naturale legata a fenomeni sismici e meteorologici estremi, la disponibilità di una base operativa efficiente può fare la differenza nella rapidità e nell’efficacia degli interventi.
L’associazione richiama in particolare il ruolo del Sistema nazionale e regionale di Protezione Civile, di cui l’Aeronautica Militare è parte integrante. In scenari complessi — dai terremoti alle alluvioni, dagli incendi su larga scala agli incidenti industriali — la possibilità di contare su un’infrastruttura logistica attiva anche nelle condizioni più critiche rappresenta una garanzia concreta per la popolazione. La presenza di una base organizzata consente di coordinare mezzi, uomini e materiali, assicurando tempestività nei soccorsi e continuità operativa.
Alla luce di queste considerazioni, l’Associazione Lamba Doria ritiene che la questione debba essere affrontata con senso di responsabilità e con una visione che privilegi l’interesse generale. L’ipotesi di riconvertire l’area in funzione di un cosiddetto “Waterfront”, con un limitato affaccio a mare, viene giudicata non prioritaria rispetto alle esigenze di sicurezza e protezione del territorio. Inoltre, viene sottolineato come eventuali progetti di trasformazione urbanistica dovrebbero comunque confrontarsi con i vincoli e le previsioni della pianificazione vigente, che allo stato attuale non offrirebbe il necessario quadro autorizzativo.
Per il presidente dell’Associazione Lamba Doria, dott. Alberto Moscuzza, la decisione ministeriale segna dunque una direzione chiara: preservare e potenziare una risorsa strategica che, in un contesto geopolitico e ambientale sempre più complesso, assume un valore che va ben oltre i confini cittadini.
Il dibattito resta aperto, ma per l’associazione culturale la priorità è evidente: garantire sicurezza, efficienza e capacità di risposta alle emergenze, mettendo al centro la tutela della comunità e del territorio.
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