Siracusa. I Fedeli si stringono al Papa: lettera di Lomanto contro gli attacchi e per la pace

di Redazione

L’arcivescovo scrive a Papa Leone XIV durante il viaggio in Africa: parole dure contro chi usa toni inaccettabili e un forte richiamo alla ‘pace disarmata e disarmante’

Un messaggio di sostegno, ma anche una presa di posizione netta in un contesto internazionale sempre più teso. L’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, ha inviato una lettera al Santo Padre, Papa Leone XIV, esprimendo vicinanza in un momento segnato da attacchi e polemiche che hanno coinvolto anche il presidente degli Stati Uniti.

Il Pontefice si trova attualmente in Africa per un viaggio apostolico definito dallo stesso presule ‘delicato e ricco di significato’, un percorso che guarda alle comunità cristiane di un continente dove affondano alcune delle radici più antiche della fede. Proprio da questo scenario, sottolinea Lomanto, emerge con forza il messaggio universale della pace.

Nella sua riflessione, l’arcivescovo richiama le parole pronunciate dal Papa all’inizio del viaggio, quando ha ribadito che la pace non può essere ridotta alla semplice assenza di guerra, ma deve fondarsi su giustizia e dignità. Un principio che, secondo Lomanto, assume un valore ancora più urgente mentre nel mondo si moltiplicano i conflitti e cresce il clima di instabilità.

Non manca, nella lettera, una critica esplicita verso alcuni esponenti della scena politica internazionale: ‘inermi di fronte alla gravità del momento’, alcuni avrebbero scelto di rivolgersi al Pontefice con toni e argomentazioni ritenuti “del tutto inaccettabili”. Parole che l’arcivescovo dice di respingere con decisione, ribadendo invece il sostegno della Chiesa siracusana all’azione pastorale del Papa.

Lomanto rilancia quindi l’invito del Santo Padre a una ‘pace disarmata e disarmante’, fondata sulla preghiera e sulla responsabilità condivisa. Un impegno che, scrive, può spezzare quella che definisce una “catena del male” alimentata da violenza e da un crescente senso di onnipotenza che attraversa la società contemporanea.

Nel passaggio conclusivo, l’arcivescovo guarda alla dimensione spirituale più profonda, affidando questo appello a Maria Santissima Regina della Pace e richiamando il segno delle lacrime versate a Siracusa nel 1953. Un simbolo che, ancora oggi, viene evocato come invito alla conversione e alla speranza.

La lettera si chiude con una convinzione: la testimonianza del Pontefice, improntata a fermezza e mitezza, potrà contribuire a costruire un orizzonte di pace autentica, capace di andare oltre le tensioni del presente.

16 Aprile 2026 | 17:14
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