Siracusa. Guerra in Iran, da Sigonella decollano droni spia e caccia Usa armati: le missioni ‘top secret’ del Pentagono

di Redazione

La base militare statunitense, ubicata sul territorio tra Siracusa e Catania, decide le mosse del Pentagono: il gigantesco drone Triton coinvolto in operazioni belliche di intelligence, sorvola Kharg, isola chiave per il greggio iraniano, mentre i tracciati radar dei cacciabombardieri americani spariscono poco dopo il decollo. Invocati chiarimenti ufficiali sia al Governo che al Ministero della Difesa

I piani di battaglia del Pentagono prendono forma grazie a una missione ad alta tecnologia nel cuore del Mediterraneo. Nelle scorse ore, un grande drone spia statunitense è decollato dalla base militare di Sigonella, situata tra Siracusa e Catania, dirigendosi verso il Golfo Persico per una ricognizione strategica di grande rilevanza.

Si tratta del Northrop Grumman MQ-4 Triton dell’US Navy, un velivolo senza armamenti ma dotato di sofisticati sensori e sistemi di sorveglianza. Il Triton ha sorvolato per ore l’isola di Kharg, individuata come possibile obiettivo dell’offensiva americana contro l’Iran, raccogliendo informazioni dettagliate sulle attività e sulle postazioni militari presenti lungo un’area vastissima. L’isola è un luogo strategico per la repubblica islamica, in quanto gran parte del greggio viene lavorato proprio in quel lembo di terra.

Secondo fonti militari, le operazioni condotte dal Triton non sono considerate “cinetiche”, cioè non implicano l’uso diretto di armi, e per questo non richiedono autorizzazioni da parte del governo italiano.

Il drone è partito da Sigonella poco dopo la mezzanotte di due giorni addietro, sorvolando l’Egitto e l’Arabia Saudita prima di entrare nel Golfo Persico. Lungo il percorso, ha monitorato tutta la costa settentrionale iraniana, fornendo dati cruciali su infrastrutture nel Medio Oriente, utili per la pianificazione delle strategie militari statunitensi a seguito del conflitto bellico.

Il ruolo del Triton, evidenziano gli esperti, è determinante: con una sola missione è in grado di mappare e controllare territori vastissimi, offrendo al Pentagono un quadro estremamente dettagliato delle forze e delle infrastrutture in zone considerate critiche per la sicurezza internazionale.

L’uso della base siciliana per operazioni di sorveglianza strategica sottolinea ancora una volta l’importanza geostrategica dell’Italia nel contesto delle operazioni statunitensi in Medio Oriente, consolidando Sigonella come uno dei nodi chiave per il controllo aereo e la raccolta di intelligence nella regione.

Anche cacciabombardieri Usa decollano da Sigonella

Il Movimento 5 Stelle torna a sollevare preoccupazioni sul crescente coinvolgimento della base militare americana di Sigonella nelle operazioni belliche statunitensi. Dopo aver già denunciato in precedenza l’utilizzo dell’installazione siciliana per fornire supporto logistico e di intelligence alle missioni Usa in Iran, i pentastellati segnalano ora quello che definiscono un pericoloso salto di qualità.

Nelle giornate di ieri e giovedì, secondo quanto riportato dal movimento, sono transitati presso la base siciliana dei cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell’U.S. Air Force, identificati con i codici di chiamata GSTDR43 e GR43.

L’elemento che desta maggiore allarme è la configurazione in cui si trovavano questi velivoli: non si trattava infatti di una configurazione di trasferimento o di addestramento, ma di un assetto tattico da combattimento, completo di armi e bombe montate.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda i tracciati radar di questi aeromobili, che risultano interrompersi dopo pochi chilometri dalla base di Sigonella. Questa circostanza fa supporre che i velivoli abbiano deliberatamente disattivato i transponder radar subito dopo il decollo, rendendo impossibile seguirne la rotta.

Il transito di cacciabombardieri americani in configurazione da guerra attraverso il territorio siciliano rappresenta, secondo l’analisi del M5S, un’evoluzione preoccupante rispetto al passato, quando la base ospitava prevalentemente droni da ricognizione, velivoli per lo spionaggio e aerei destinati al trasporto di truppe e armamenti.

Di fronte a questa situazione, i parlamentari pentastellati delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato richiedono con urgenza chiarimenti ufficiali sia dal governo che dal Ministero della Difesa, per fare luce sull’effettivo utilizzo della struttura militare e sulle implicazioni che questo potrebbe comportare per l’Italia.

22 Marzo 2026 | 14:25
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