Siracusa. Giustizia e Costituzione, la città al centro del dibattito referendario

di Redazione

Andrea Orlando e il Partito Democratico illustrano le ragioni del No alla riforma del CSM in un incontro partecipato all’Hotel Parco delle Fontane

Siracusa ha ospitato sabato 7 febbraio un importante appuntamento della campagna referendaria sulla riforma della Giustizia. Nel tardo pomeriggio, cittadini, simpatizzanti e addetti ai lavori hanno partecipato all’incontro organizzato presso l’Hotel Parco delle Fontane, in viale Scala Greca, dedicato alle ragioni del “No” al referendum costituzionale che si terrà il 22 e 23 marzo prossimi.

Protagonista dell’iniziativa è stato Andrea Orlando, esponente di rilievo del Partito Democratico ed ex ministro della Giustizia, che ha scelto Siracusa come una delle tappe del percorso di approfondimento e mobilitazione in vista del voto. La sua esperienza politica e tecnica, maturata tra il 2014 e il 2018 nei governi Renzi e Gentiloni, ha fornito al pubblico un punto di vista autorevole sulle modifiche costituzionali riguardanti il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Bruno Marziano

L’ex deputato regionale del PD, Marziano, ha sottolineato il tempismo dell’iniziativa: «Non avremmo potuto scegliere data migliore. Questa è stata la prima iniziativa dopo la sentenza della Cassazione che ha obbligato il Governo a modificare il quesito referendario. È stato il momento giusto per far sapere a tutti i cittadini che con questo referendum non si modificano gli articoli fondamentali della Costituzione. Per noi del Partito Democratico, impegnati nella campagna per il No, avere con noi l’on. Andrea Orlando, ex Ministro della Giustizia, è un’opportunità per illustrare in modo dettagliato le ragioni della contrarietà».

Orlando ha descritto l’incontro come parte di un percorso più ampio: «Quella di stasera rappresenta una tappa di arrivo di un lavoro già avviato in numerosi comuni della provincia, ma anche l’inizio di una fase in cui saremo impegnati in maniera massiccia sul territorio. Sentiamo che c’è un recupero delle posizioni del No e la possibilità concreta di ottenere una vittoria, impedendo che la Costituzione venga stravolta in modo brutale».

Andrea Orlando

L’ex ministro ha poi spiegato nel dettaglio le motivazioni del No: «Ci sono tutte le ragioni per opporsi alla riforma, sia quelle evidenti nella proposta stessa, sia quelle che emergono dalle dichiarazioni dell’esecutivo. La riforma non realizzerà gli obiettivi che si prefigge: non garantirà tempi migliori dei processi, non rafforzerà le garanzie per gli imputati e non assicurerà l’indipendenza della magistratura nel medio-lungo periodo. Le dichiarazioni dell’esecutivo dimostrano che l’intento reale è controllare la magistratura e, in prospettiva, aprire la strada a ulteriori modifiche costituzionali».

Orlando ha concluso sottolineando il valore della Costituzione: «Le ragioni per il No sono semplici: difendere la Carta che, pur con difetti e rughe, ha garantito convivenza civile agli italiani dopo la tragedia della guerra. Mettere in discussione la Costituzione in maniera approssimativa, senza un disegno strategico e introducendo forme di selezione del CSM basate sul sorteggio, sarebbe un salto nel buio, rischiando di sostituire le difficoltà attuali della giustizia con una magistratura subordinata al potere esecutivo».

L’iniziativa siracusana si è così inserita in un calendario fitto di appuntamenti che, nelle settimane precedenti al voto, hanno visto partiti e comitati intensificare il dibattito sui contenuti del referendum, trasformando la città in uno spazio di confronto pubblico e di approfondimento istituzionale.

08 Febbraio 2026 | 11:42
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